Giuseppe Cruciani esclude la corsa a sindaco di Milano, ma considera decisiva un’alleanza tra il centrodestra e Vannacci.
Giuseppe Cruciani chiude la porta a una candidatura a sindaco di Milano sostenuta da Roberto Vannacci o da qualsiasi altra forza politica. Il conduttore de La Zanzara, intervistato dall’Agi, ha negato di essere stato contattato e ha definito irrealizzabile l’ipotesi circolata dopo alcune sue recenti dichiarazioni sul futuro del capoluogo lombardo.
“Io sindaco di Milano con Vannacci? Non sono disposto a fare il candidato per nessuno”, ha affermato Cruciani, precisando immediatamente la propria posizione: “Non sono stato contattato da nessuno, nessuno mi contatterà e non sono disposto a fare il candidato di Milano per nessuno”.
La smentita non modifica, però, il giudizio politico del giornalista su Futuro Nazionale. Secondo Cruciani, infatti, una corsa autonoma del partito di Vannacci non avrebbe senso né alle elezioni politiche né, a maggior ragione, in una città complessa come Milano. L’unica possibilità di successo per il centrodestra sarebbe costruire un’intesa capace di includere anche l’elettorato raccolto dall’ex generale.
Cruciani sindaco di Milano: «È una cosa che non può accadere»
Le indiscrezioni sulla candidatura erano nate dopo che Cruciani aveva manifestato interesse per il ruolo di primo cittadino, pur presentando quell’ipotesi come un’ambizione appartenente a una vita diversa da quella attuale.
“Io nei giorni scorsi ho detto che in un’altra vita mi piacerebbe molto fare il sindaco di Milano, però non mi ha contattato nessuno”, ha spiegato il conduttore radiofonico.
Il riferimento a una possibile esperienza a Palazzo Marino, dunque, non rappresentava l’annuncio di una disponibilità concreta. Cruciani ha riconosciuto che il suo nome potrebbe essere preso in considerazione da qualcuno, ma ha escluso che questa suggestione possa trasformarsi in un progetto elettorale.
“A qualcuno magari legittimamente può venire in mente il mio nome ma, ripeto, è una cosa che non può accadere”, ha ribadito.
Il giornalista ha anche contestato l’idea che per conquistare Milano sia sufficiente puntare su un personaggio conosciuto proveniente dalla società civile. A suo giudizio, il candidato dovrebbe possedere una precisa esperienza politica e la capacità di tenere insieme le diverse componenti della coalizione.
Il prossimo confronto elettorale milanese richiederà infatti una proposta capace di affrontare temi molto concreti: sicurezza, costo delle abitazioni, mobilità, periferie, sviluppo economico e qualità dei servizi. Per Cruciani, queste responsabilità dovrebbero essere affidate a un politico e non a un candidato civico scelto soltanto per la sua notorietà.
Il giudizio su Vannacci: «A livello locale non so quanto possa funzionare»
Una parte dell’intervista è stata dedicata alle prospettive di Futuro Nazionale, la formazione politica guidata da Roberto Vannacci. Il partito sta cercando di consolidare il proprio spazio alla destra della coalizione di governo e di trasformare il consenso personale del suo fondatore in una struttura presente anche sui territori.
Secondo Cruciani, tuttavia, la popolarità nazionale dell’ex generale non garantisce automaticamente risultati altrettanto significativi nelle competizioni amministrative.
Vannacci, ha osservato, “funziona a livello nazionale, a livello locale invece non so quanto possa funzionare”.
La distinzione riguarda la diversa natura delle elezioni. Sul piano nazionale, un leader può raccogliere consenso puntando su identità politica, messaggi riconoscibili e battaglie ideologiche. Nelle città, invece, diventano centrali anche il radicamento dei candidati, la conoscenza dei quartieri, la credibilità delle liste e la capacità di presentare soluzioni amministrative.
Per questo motivo, Cruciani considera debole l’ipotesi di una candidatura collegata esclusivamente al nome di Vannacci. Anche una personalità conosciuta dovrebbe confrontarsi con problemi locali e con un elettorato che, nelle consultazioni comunali, può comportarsi in maniera differente rispetto alle elezioni politiche.
L’appello al centrodestra: «L’unica possibilità è allearsi con Vannacci»
Pur escludendo qualsiasi proprio coinvolgimento, Cruciani ha formulato una valutazione netta sulle future alleanze. Una corsa solitaria di Futuro Nazionale, a suo giudizio, finirebbe per dividere l’elettorato della destra e ridurre le possibilità di vittoria.
Correre da soli “non ha senso secondo me alle politiche, figuriamoci a Milano”, ha dichiarato.
Il conduttore non si è detto personalmente interessato alla conclusione delle trattative tra i partiti, ma ha spiegato di ritenere necessaria un’intesa elettorale.
“Io non spero niente ma da mesi dico che l’unica possibilità per il centrodestra di vincere è quella di allearsi con Vannacci”, ha affermato.
Il ragionamento parte dalla crescita di Futuro Nazionale, che nei sondaggi ha sottratto consensi soprattutto ai partiti dell’attuale maggioranza e potrebbe incidere sugli equilibri della coalizione nelle prossime elezioni. Una rilevazione pubblicata a luglio ha attribuito alla formazione di Vannacci il 7,6 per cento, confermandone il peso potenziale nella competizione nazionale.
“Non capisco proprio perché al centrodestra dovrebbe fare schifo allearsi con una parte del proprio elettorato che magari è esclusa, stanca e trova asilo da altre parti”, ha concluso Cruciani.
