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Mers, in Corea del Sud 23 sono le vittime è allarme in Europa

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Purtroppo i numeri che arrivano dalla Corea del Sud non sono certo incoraggianti.

Il virus Mers ha colpito, fino ad ora, 165 persone di cui 23 sono decedute.

Questi dati sono stati comunicati direttamente dalla Corea che, però, ha tenuto a precisare che i morti erano soggetti già fisicamente provati da pregresse malattie.

Ma il bilancio non si ferma qui.

Infatti, pare che ci siano ancora più di  6700 individui in quarantena e 4500 ritenuti sani dopo accurate indagini mediche.

Inoltre, è stato deciso che 365 scuole vengano tenute chiuse perché è altissima la possibilità che il virus si propaghi anche rapidamente.

Allo stato , però, è anche da specificare che non è stata dichiarata l’emergenza internazionale.

Il Mers è un virus che si è verificato, per la prima volta, in Arabia Saudita nel 2012.

Da lì si è propagato in tutto il Medio Oriente causando la morte di 500 persone su 1200 che ne erano rimaste vittime.

La cura non è certa ma è ancora in via sperimentale e consiste nel somministrare, a coloro che hanno contratto il virus, il sangue di chi è già guarito.

Massimo Andreoni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive , ha voluto affrontare anche l’argomento che il virus arrivi anche in Italia e, a questo proposito ha dichiarato:”Siamo pronti a mettere in atto tutti i sistemi di controllo e osservazione per fronteggiare casi di Mers in Italia, l’importante è non smantellare la rete presente”.

Andreoni ricorda anche che  in Italia, due anni fa si è verificato un caso di Mers e, a proposito delle cure somministrate con successo in quel caso e di come la situazione è stata portata avanti dichiara:

 “Lo abbiamo fatto in Toscana due anni fa … Ha comunque ragione l’Oms a dire di mantenere un sistema vigile in tutti gli Stati: ogni anno si stima che ci siano nel mondo un miliardo di viaggiatori, ed è inevitabile che portino con sé anche i virus”.

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