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Ambiente, ha avuto inizio la sesta distruzione di massa, l’uomo a rischio

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L’allarme viene dato costantemente ma sembriamo ignorarlo.

La Terra è in pericolo e, con lei noi, tutti i suoi abitanti.

Si potrebbe e dovrebbe fare molto ma pare che, inesorabilmente, ci stiamo avvicinando all’estinzione, la sesta dalla nascita del pianeta, del genere umano per nostre colpe, inquinamento e/o mancato rispetto della natura in generale.

La natura ci da ma noi le togliamo e alla fine il risultato sarà il conto finale “salatissimo” che la stessa natura, quando non potrà più reggere  e tenere, ci presenterà: l’estinzione del genere umano.

Questo è ciò che sostiene uno studio portato avanti da tre università americane, Stanford, Princeton e Berkeley, e pubblicato sulla rivista Science Advances.

Lo studio è arrivato ad una conclusione drammatica, i vertebrati e dunque anche l’uomo si stanno estinguendo molto velocemente, circa 114 volte più velocemente di quanto dovrebbe essere.

E’, dunque, iniziata l’estinzione dopo quella di 65 milioni di anni fa che portò la scomparsa dei dinosauri.

Si crede che l’estinzione dei dinosauri sia dovuta alla caduta di un meteorite che abbia impattato la terra distruggendo ogni forma di essere vivente.

A questo punto si teme che il mancato rispetto della natura porterà, fra qualche milione di anni, alla stessa fine che ha provocato la caduta del meteorite.

Uno degli studiosi, Gerardo Ceballos, ha così spiegato: “Se non faremo nulla per fermare questo processo per la vita ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prime a scomparire”.

Questa ricerca si ricollega a quella della Duke University che fu condotta anni fa e poi pubblicata l’anno scorso.

In realtà pare che molto potremmo ancora fare per arrestare questo processo di estinzione che ormai è in corso.

L’intervento, però, dovrebbe essere rapido e incisivo, costante nel tempo e, più che altro, dovrebbe segnare una svolta nel cammino del genere umano.

Se fino ad ora si sta andando avanti sulla strada che porterà all’estinzione, si dovrebbe cambiare traiettoria e procedere all’inverso, magari prima mettendo in atto una serie di interventi di conservazione e poi prendere la strada del rispetto della natura, passo fondamentale per non arrivare ad una fine che, per la verità, allo stato sembra già segnata.