Puglia, approvato il piano di riordino ospedaliero, riconvertiti 8 ospedali

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La giunta regionale pugliese ha preso una decisione che farà molto discutere. Il piano di riordino degli ospedali pugliesi approvato dall’esecutivo regionale prevede la cancellazione di ben 8 ospedali in tutta la regione.

Gli ospedali che saranno riconvertiti ad altre attività sono due in provincia di Bari, Fallacara di Triggiano, Sarcone di Terlizzi, quattro in provincia di Brindisi il San Camillo di Mesagne, il Melli di San Pietro Vernotico, Umberto I di Fasano, San Marco di Grottaglie e due nella sesta provincia pugliese, l’ospedale Caduti di tutte le guerre a Canosa e il San Nicola Pellegrino di Trani.

Il Presidente della Regione Puglia ha reso noto che il piano prevedeva la conversione di 9 ospedali, ma, successivamente il consiglio ha deciso di non chiudere il plesso ospedaliero di Lucera che già da tempo si diceva dovesse chiudere.

Il governatore pugliese ha spiegato il motivo per il quale il plesso ospedaliero di Lucera resterà aperto “Avrà un regime molto particolare quello tipico delle zone disagiate. Questo in funzione della particolare struttura dei monti Dauni, che necessita di un pronto soccorso che non poteva essere allontanato molto dai luoghi di residenza dei cittadini”.

 Michele Emiliano ha voluto spiegare il provvedimento: “Alla fine avremo 5 ospedali di secondo livello, significa il massimo livello che esiste in Italia, 11 di primo livello, ospedali molto ben attrezzati con quasi tutte le specializzazioni”.

L’ex sindaco di Bari ed attuale segretario regionale del Partito Democratico ha chiarito il perché sono stati convertiti gli otto ospedali: “Poi ci sono 12 ospedali di base, che sono quelli più vicini alle persone. Molti di questi saranno rafforzati e manterranno più specialità e più reparti di quelli che normalmente sarebbero previsti per di questi ospedali base.  Soprattutto abbiamo “salvato” uno degli ospedali che era destinato a chiusura da tanto tempo, quello di Lucera, che ovviamente avrà un regime molto particolare, quello tipico delle zone disagiate. E questo in funzione della particolare struttura dei monti Dauni che necessitano di un pronto soccorso che non poteva essere allontanato troppo dai luoghi di residenza dei cittadini”.