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Riforma pensioni Renzi 2014: ultime novità proposta Madia pensioni anticipate e prepensionamento

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Il Consiglio dei Ministri oggi si appresta a varare una nuova riforma che farà molto discutere nei prossimi giorni la riforma del Senato e del bicameralismo perfetto.

In molti sono contrari ad un Senato non più eletto dal popolo e svuotato di poteri come vorrebbe Matteo Renzi.

Ieri l’attuale Presidente del Senato e seconda carica istituzionale italiana, Pietro Grasso, ha dichiarato che i senatori devono continuare ad essere eletti dal popolo e che non si può decidere una abrogazione del genere a colpi di maggioranza.

Ma Matteo Renzi tira dritto come del resto anche il suo esecutivo anche se ieri  c’è stato uno scambio di vedute molto accesso tra due Ministri della Repubblica: Madia delle Pubblica Amministrazione, e Stefania Giannini titolare del dicastero dell’istruzione.

Il Ministro Madia in questi giorni ha più colte ripetuto che vi è la necessità nella pubblica amministratore oltre di sfoltire gli esuberi, che secondo il commissario alla spending review Cottarelli sono pari a 85.000 unità, di dar vita ad una vera svolta epocale e cioè al ricambio generazionale fermo in Italia da troppo tempo.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha anche dichiarato che l’intenzione è quella di inserire nella prossima riforma della P.A. la proposta di prepensionamento per tutti i dipendenti pubblici che hanno raggiunto il massimo dei contributi ma non il requisito anagrafico in modo da ringiovanire tutto l’apparato pubblico con l’assunzioni di giovani e renderlo più dinamico e produttivo.

La risposta del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini non si è fatta attendere sottolineando che il problema in paese “sano” non possono essere i dipendenti prossimi alla pensione.

Sulla proposta Madia è intervenuto anche uno dei maggiori esponenti del Pd in tema di lavoro, l’Onorevole Cesare Damiano, Presidente della Commissione lavoro, che ha sottolineato che l’idea del prepensionamento è validissima ma non può essere limitata a chi lavora nel pubblico impiego ma deve essere estesa anche ai lavoratori del privato per un semplice motivo, che non si possono creare disuguaglianze di trattamenti.

Ora però bisogna attendere i prossimi sviluppi che dovrebbero essere a breve visto che dopo il Consiglio dei Ministri di oggi il prossimo discuterà proprio della Riforma della Pubblica Amministrazione.