Un saluto, le meritate ferie ma pochi minuti lo schianto, “Valerio ricorderò solo le cose belle un bacio lassù amico mio, riposa in pace”, aveva solo 20 anni

di | 14 Agosto 2017

Un saluto e poi le meritate ferie. Valerio Quarta però quei giorni di ferie tanto attesi purtroppo non li farà mai. Un incidente, subito dopo il lavoro, lo ha portato per sempre via.

Valerio, un ragazzo di soli 20 anni, era con la sua auto alle porte di Monteroni quando, per motivi ancora in corso di accertamento, il mezzo si è schiantato contro un muro.

Gli investigatori sostengono che una delle cause dello schianto possa essere la strada bagnata.

Valerio era molto conosciuto nel suo paese di Castrì. Figlio unico di mamma Stefania e papà Salvatore, il ragazzo era impiegato in un supermercato.

Sempre disponibile e educato, Valerio aveva due amori la Juve e le moto.

Il sindaco di Castrì Andrea De Pascali lo ha così ricordato: “Non posso che esprimere grande tristezza per quanto accaduto. Valerio era un ragazzo speciale, giunga l’abbraccio dell’intera amministrazione comunale, di tutti i cittadini ai genitori e il mio personale ai nonni Lea e Antonio a cui mi lega un affetto sincero”.

Anche il primo cittadino di Caprarica, Paolo Greco ha voluto ricordare Valerio: «Valerio ha vissuto con la sua famiglia a Caprarica ed ha frequentato le scuole a Caprarica. Aveva tanti amici, oggi tutta la comunità si stringe alla famiglia in un momento di sofferenza atroce. Allo stesso modo siamo vicini a Giovanni, alla preoccupazione di tutti i suoi familiari, e gli chiediamo di lottare».

Tantissimi sono stati i messaggi su Facebook per ricordare il giovane tragicamente scomparso: “Perché non ho parole e non riesco a trovarle. Ti ricorderò sempre con quel tuo sorriso, ti ricorderò fra i banchi di scuola, ricorderò il giorno della nostra maturità, ricorderò ciò che di più bello è stato… un bacio lassù amico mio, riposa in pace”.

Anche un suo professore lo ha voluto ricordare così: «A scuola stavi zitto quando spiegavo, quando mi voltavo verso di te facevi segno di sì con il capo. Con le cuffiette ascoltavi Bob Marley che sapevi mi piaceva tanto; parlavamo delle serate, delle mille cose che si fanno alla tua età… Per me rimani in prima fila, ultimo banco a sinistra. A vent’anni non bisognerebbe morire mai, Valerio».

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