27enne incinta apre una finestra dell’ospedale e si lancia nel vuoto, il marito della donna suicida le aveva negato l’indispensabile parto cesareo

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Una giovane donna ha compiuto un terribile gesto in seguito a un litigio con il suo compagno. La donne che si chiamava Ma era incinta e, visto l’avanzato stato di gravidanza, è stata trasportata all’ospedale più vicino.

I medici dell’ospedale hanno ritenuto che la donna dovesse partorire, però per farlo, vista la grande circonferenza cranica del feto, dovevo procedere con un taglio cesareo.

I medici hanno prima chiesto il consenso alla donna, che si era detta subito disponibile, poi al marito, che invece aveva negato il consenso.

Un parto naturale sarebbe stato per la donna molto doloroso e non era sicuro che la donna e il piccolo riuscissero a sopravvivere.

La donna viveva in Cina e la legge del grande paese asiatico prevede che per effettuare un parto cesareo ci debba essere il permesso scritto del marito.

L’uomo, però, dopo aver litigato con la moglie, ha rifiutato il suo consenso. La legge in Cina è molto specifica. Infatti chiede che il consenso sia dato sia dalla moglie che dal marito.

La donna presa dallo sconforto a soli 27 anni  ha aperto una finestra e si è lanciata nel vuoto.

L’uomo si è giustificato affermando che ha negato il consenso al parto cesareo perché in Cina è a pagamento e inoltre il medico, che ora è indagato, lo ha convinto a firmare il consenso al parto naturale non al parto cesareo.

La polizia cinese sta indagando sul caso e in questi ultime ora ha sentito anche i parenti della giovane donna suicida.

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