Bari & Dintorni

Evento choc, dal cielo piove carne rossa, la spiegazione più plausibile è scioccante

Di eventi inspiegabili che rimangono un mistero per secoli ce ne sono abbastanza ma quello che vi stiamo per raccontare è veramente eccezionale.

Dobbiamo fare un passo, abbastanza lungo indietro e tuffarci nel 1876 a Rankin, nella contea di Bath

nel Kentucky.

Un giorno, quando il sole splendeva nel cielo una contadina era impegnata nella lavorazione del sapone che produceva da se  quando, ad un tratto, dal cielo cominciò a piovere carne rossa, quello che in seguito sarebbe stato chiamato “Kentucky meat shower” .

La signora, incredula per lo spettacolo a cui stava assistendo, rimase a bocca aperta e, ben presto le si avvicinarono tante persone per assistere allo stesso assurdo fenomeno.

C’è chi ebbe il coraggio di prendere qualche pezzo di questa carne e a anche assaggiarlo riferendo che sembrava si trattasse di manzo. Poco dopo una grande quantità di terreno fu coperta da questi pezzi di carne.

Tante furono le spiegazioni che in seguito furono date, ma tutte poco credibile.

La donna che per prima assistette a questo fenomeno ebbe modo di raccontare ad un giornale del luogo l’accaduto e di questo c’è ancora una testimonianza scritta.

La signora racconta così: “Tra le 11 e le 12 del pomeriggio ero nel mio cortile, a non più di quaranta passi da casa …  C’era un vento leggero proveniente da ovest, ma il cielo era chiaro e il sole brillava intensamente. Senza alcun preludio o avvertimento di alcun tipo, ed esattamente in queste circostanze, dal cielo ha iniziato a piovere carne“.

Tra le tante spiegazioni di questo fenomeno,  quella più convincente fu di un chimico del Louisville College che affermava si trattasse di carne vomitata da uccelli in volo, infatti dichiarò: “Sono informato che non è insolito per poiane alleggerire i loro stomaci sovraccarichi … E quando in uno stormo inizia questa operazione di svuotamento, gli altri seguono l’esempio, dando vita ad una pioggia generale di carne parzialmente digerita”.