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Calderoli a Mozzo in vacanza uccide un serpente è dalla la colpa alla Kyenge

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E’ l’estate nel mondo politico dei topless, dei topi e dei serpenti.

Dopo lo scalpore che ha destato il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini che in vacanza si è esibita in un topless da guinness dei primati, mai un ministro della repubblica aveva osato così tanto ed essere nuovamente balzata agli onori della cronaca per aver chiamato il sindaco del paese dove risiede per la presenza di grossi  topi nel giardino privato adiacente il proprio appartamento ora tocca a Roberto Calderoli essere al centro di accese polemiche.

Il leghista, che non si è mai sottratto a mettersi al centro dell’attenzione, ha passato le sue vacanze nella sua Lombardia, feudo legista da sempre, a Mozzo un paesino in provincia di Bergamo.

Ma l’ex ministro, ora europarlamentare della Lega Nord, ha dovuto fare i conti con una presenza in casa poco rassicurante un serpente delle lunghezza di ben due metri.

Il grosso rettile è stato localizzato da Roberto Calderoli nella cucina e  l’esponente della Lega non ci ha pensato due volte ad uccidere l’animale.

Chiaramente Roberto Calderoli non si è limitato solo a questo ha immediatamente postato sulla pagina ufficiale di noto social network la sua foto con la preda uccisa mostrata come un vero trofeo di caccia postando anche un commento: “Non sono mai stato superstizioso ma dopo la makumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più.  Quello che potete vedere nell’allegato è il serpente che ho catturato questa mattina nella cucina di casa mia. A voi sembra normale che un serpente di 2 metri sia nella cucina di una casa di Mozzo”.

Certo in molti credono alla magia nera ma meno gli animalisti che dalla foto pubblicata hanno riconosciuto che il serpente ucciso dal Calderoli apparteneva alla specie “Blacco” protetta dal ministero dell’ambiente perché in via di estinzione scatenando infinite polemiche sull’uccisione di un rettile che non è velenoso e rarissimo.