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Calderoli uccide un serpente di una specie protetta scatenando le polemiche degli animalisti

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Certo per gli uomini della Lega Nord questo non è un bel periodo.

In questi giorni il movimento leghista è stato al centro dell’attenzione mediatica per la vicenda del vitalizio di Bossi che hanno coinvolto anche il segretario del partito, Matteo Salvini, con possibile chiamata del giudizio da parte del  “Senatur” del movimento da lui fondato.

Al centro delle polemiche in questi giorni è finito un altro esponente di spicco del movimento della Padania uno dei personaggi storici della Lega l’ex ministro Roberto Calderoli.

In vacanza l’europarlamentare della Lega in una villa a Mozzo nel bergamasco ha avuto un incontro ravvicinato con un  enorme serpente nella sua cucina e senza pensarci troppo lo ha ucciso.

Roberto Calderoli ha pensato di condividere il suo nuovo trofeo con i suoi amici di Facebook postando una foto con in bella mostra il serpente ucciso.

Ma l’ex ministro non si è limitato a questo ha provveduto a postare un piccante commento: “Non sono mai stato superstizioso ma dopo la makumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più.  Quello che potete vedere nell’allegato è il serpente che ho catturato questa mattina nella cucina di casa mia. A voi sembra normale che un serpente di 2 metri sia nella cucina di una casa di Mozzo”.

Makumba o no quel serpente era un biacco una specie protetta in via di estinzione ed il gesto di Calderoni di uccidere l’animale ha destato non poche polemiche nel mondo degli animalisti che ritenevano superfluo sopprimere l’animale anche perché era innocuo non essendo velenoso e poteva essere benissimo allontanato fuori dalla casa in modo che potesse tranquillamente ritornare nella sua tana sicuramente poco distante dall’abitazione dell’ex ministro.