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Il laser verde sarà presto utilizzato per curare l’iperplasia prostatica benigna

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L’iperplasia prostatica benigna è una delle patologie più comuni dell’uomo.

In Italia sono più di 40 mila le persone che devono subire l’intervento alla prostata ogni anno e con un numero elevatissimo di pazienti ricoverati, più di 12 mila, per un costo enorme per le casse dello stato di 327 milioni di euro.

Dati allarmanti che inquadrano la patologia che colpisce moltissimi uomini che hanno un’età superiore ai 40 anni.

Sembra che però nell’immediato l’ iperplasia prostatica benigna potrà essere curata con il laser verde riducendo i tempi di attesa e con un intervento meno invasivo di quello di chirurgia classica.

La cura con il laser verde ha dato degli ottimi risultati  riducendo i tempi di cura per questa comune patologia ed inoltre con meno effetti collaterali rispetto all’intervento classico.

La cura con il laser verde all’ iperplasia prostatica benigna sarà presentata a Roma a partire da domani 11 settembre al Meeting internzionale iTrust .

Nel Meeting, dove parteciperanno i migliori urologi d’Italia, sarà presentato il nuovo metodo di  cura dell’iperplasia prostatica benigna che colpisce l’80% degli italiani.

Il Laser a luce verde è già utilizzato in alcune regioni italiane come Toscana e Friuli Venezia Giulia.

In queste due regioni, dove è abitualmente utilizzato, sono drasticamente diminuite le spese sanitarie perche il nuovo metodo di cura dell’iperplasia prostatica benigna richiede solo un giorno di ricovero rispetto ai 5 a massimo 7 giorni di degenza ospedaliera che occorrono per il metodo tradizionale.

Il professor Roberto Miano dell’Università di Tor Vergata a Roma, che sarà il presidente del congresso Meeting internazionale iTrust  del prossimo 11 settembre, ha sottolineato che: “Il laser ha mostrato la stessa efficacia degli interventi tradizionali con meno effetti collaterali”.

La possibilità di curare con laser a luce verde i pazienti che hanno contratto l’iperplasia prostatica benigna riduce di molto la lunga lista di attesa che attualmente c’è per poter essere operati .

Anche il professore Andrea Tubaro del dipartimento di Urologia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma si è dichiarato favorevole all’utilizzo del laser a luce  verde per la cura dell’iperplasia prostatica benigna ed ha reso noto che nel plesso ospedaliero dove lavora attualmente bisogna aspettare tre anni prima di essere operato: “sono di tre anni ed anche se l’ipertrofia prostatica benigna non uccide può portare, per esempio, ad avere un catetere permanente, peggiorando molto la qualità della vita”.

L’intenzione degli urologi riuniti al Meeting internazionale iTrust di Roma è quella di richiedere al Ministero della Salute l’autorizzazione ad utilizzare il laser a luce verde per  l’ipertrofia prostatica benigna non solo in Friuli Venezia Giulia ed in Toscana ma in tutte le regioni italiane dimostrando quali vantaggi in termini economici e di salute per il paziente comporta.