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Conte infuriato a Quarta Repubblica: “Porro faccia informazione, non il furbo”

Tensione alle stelle tra Giuseppe Conte e Nicola Porro a Rete 4. Il leader M5S accusa il governo di follia sulle armi e stipendi d’oro ai ministri

Conte attacca Meloni e le spese militari: “Follia pura”

È un Giuseppe Conte senza filtri quello apparso su Rete 4 nel corso di Quarta Repubblica, dove ha incrociato le armi dialettiche con il conduttore Nicola Porro. L’ex premier ha puntato il dito contro le scelte del governo in tema di politica estera e spese militari, criticando apertamente Giorgia Meloni per l’atteggiamento servile verso Donald Trump e per i miliardi destinati alla difesa. “Abbiamo stipendi da fame: i nostri insegnanti prendono quattro lire e noi andiamo a buttare oltre 400 miliardi in armi? Questa è follia”, ha tuonato Conte, visibilmente agitato.

L’ex presidente del Consiglio ha evidenziato le gravi difficoltà economiche di milioni di italiani, esasperate – secondo lui – da misure governative sbilanciate. “Le banche, grazie a questo governo, hanno conseguito utili record”, ha accusato, prima di denunciare gli stipendi aumentati per ministri e sottosegretari. “La gente è inca**ata”, ha sottolineato. “Mi fermano per strada e mi dicono che non ce la fanno più”.

Scontro acceso con Porro: “Non deve fare il furbo”

Il clima in studio si è surriscaldato quando Porro ha incalzato il leader del Movimento 5 Stelle. A quel punto, la replica di Conte è stata tagliente: “Ma lei non deve fare il furbo, deve fare informazione!”. Una frase che ha segnato uno dei momenti più tesi della trasmissione, subito rilanciata dallo stesso Conte sui social, con il commento ironico: “Ma dove vivono?”.

Il confronto è degenerato ulteriormente con l’intervento del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che ha contribuito a rendere il dibattito ancora più infuocato. Anche in questo caso Conte ha alzato i toni, denunciando l’assenza di attenzione del governo alle esigenze dei cittadini.

Stoccate anche sul decreto sicurezza: “Serve a zittire il dissenso”

Il leader M5S ha poi criticato duramente anche il recente decreto sicurezza, definendolo “una misura pensata per reprimere il dissenso politico per strada”. Secondo Conte, dietro la retorica della sicurezza si celerebbe la volontà di imbavagliare le proteste. “Non dicono che quel decreto è orientato a contrastare chi manifesta. Altro che sicurezza, vogliono solo zittire chi dissente”, ha affermato.

L’intervento dell’ex premier ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha avuto il merito di riportare l’attenzione pubblica sulle contraddizioni di un governo che – secondo lui – “parla di patriottismo e libertà, ma agisce con arroganza e repressione”.