Vannacci smonta il mito della Sinistra: “Gli immigrati non ci pagano la pensione, ci costano”
Il generale e vice della Lega attacca il mito dell’immigrazione utile: “Uno storytelling falso, smontato dai numeri”
“Una truffa culturale costruita dalla sinistra”
Nel corso di un’intervista al podcast condotto da Andrea Pradella, il generale e vicepresidente della Lega Roberto Vannacci, oggi eurodeputato, è tornato a criticare duramente le narrazioni progressiste sull’immigrazione. “Ci hanno truffato”, ha affermato senza mezzi termini, facendo riferimento alle teorie che per anni hanno presentato l’arrivo di immigrati in Italia come necessario anche per motivi economici e previdenziali.
“Ma ve li ricordate quelli che ci dicevano ‘gli immigrati ci pagano la pensione’?”, ha incalzato Vannacci, aggiungendo: “Gli immigrati sono una ricchezza, ci dicevano… ma questo è sconfessato dai numeri che abbiamo a disposizione”.
“Il 90% degli immigrati non ha professionalità”
Secondo l’ex militare, la realtà raccontata nei talk show e da parte del mondo accademico sarebbe ben diversa da quella riscontrabile nella vita quotidiana e nei dati. “Il 90% di questi immigrati che arrivano – io li chiamo i disperati della terra – non hanno una professionalità, una capacità propria, e nemmeno un’occasione nei loro Paesi”, ha sostenuto durante la trasmissione.
Proseguendo, ha precisato: “Quando arrivano in Italia, nella migliore delle ipotesi, vanno a lavorare per uno stipendio bassissimo, spesso non superiore agli 8.500 euro l’anno, la famosa no tax area”.
“Non versano nulla, ma pesano sul nostro welfare”
Il punto centrale della critica di Vannacci riguarda l’incidenza fiscale e sociale dell’immigrazione. “Questi signori non contribuiscono con un centesimo allo Stato sociale italiano”, ha dichiarato, “anzi, sono a carico dello Stato sociale, che deve garantire loro alloggio, sanità, scuola, infrastrutture… tutto quel welfare che noi ci siamo costruiti”.
“Non ce l’ha regalato nessuno, quel sistema – ha aggiunto l’europarlamentare – ce lo siamo sudati con il lavoro dei nostri padri e dei nostri nonni, col sangue di chi ha combattuto per questa Italia. E ora lo stiamo regalando a chi non contribuisce ma ne trae solo beneficio”.
Con queste parole, Roberto Vannacci ha rilanciato uno dei temi centrali della sua campagna elettorale e del suo posizionamento politico, proponendosi come voce critica nei confronti delle attuali politiche migratorie e dell’approccio culturale del centrosinistra al tema immigrazione.