Meloni nella bufera: Bonelli contro Gattuso, la sinistra “Boicottare la partita Italia-Israele per i mondiali”
Il centrosinistra invoca lo stop alla partita contro Israele, evocando genocidi e boicottaggi. Ma il governo difende la scelta e parte l’ennesima battaglia simbolica.
Come nel caso Salis, anche stavolta il conflitto israelo-palestinese irrompe nel dibattito italiano. L’occasione è la partita Italia-Israele, in programma il 14 ottobre a Udine per le qualificazioni ai Mondiali. Il centrosinistra, con in testa Laura Boldrini, chiede l’annullamento dell’incontro: “Non dovrebbe disputarsi e Israele dovrebbe essere escluso dalle competizioni sportive a causa del genocidio in corso a Gaza”, ha dichiarato.
Pd e 5Stelle all’attacco, la Lega difende l’incontro
Insieme a Boldrini, anche Mauro Berruto, ex ct della Nazionale di pallavolo e oggi responsabile Sport nella segreteria Schlein, ha sostenuto: “Italia-Israele è una partita che non dovrebbe proprio essere giocata”. Il dirigente dem ha sperato che Udine, a guida centrosinistra, seguisse l’esempio di Bari – altra città Pd – che si è rifiutata di ospitare la partita, con il sostegno della giunta regionale. Al contrario, il presidente leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha concesso il patrocinio all’evento.
Berruto ha aggiunto che “non tocca agli organismi sportivi italiani decidere su questo ban, ma a quelli internazionali, in questo caso Fifa e Uefa”. Tuttavia, le sue dichiarazioni sollevano un dubbio: da allenatore della Nazionale, avrebbe rinunciato a una partita perdendola a tavolino?
Anche il Movimento 5 Stelle si è espresso con forza: “Esprimiamo netta contrarietà, non possiamo accettare che tramite lo sport si ignori il contesto in cui Israele opera”. Il riferimento è alla possibilità che tra lo staff israeliano possano esserci soggetti legati alle forze armate, ipotesi che ha spinto il senatore Luca Pirondini a promettere un’interrogazione parlamentare.
Proteste, simboli e parallelismi: la partita diventa caso politico
L’opposizione vorrebbe un gesto simbolico anche nel caso la partita si disputi. C’è chi guarda alla nazionale svizzera di scherma, che durante una premiazione ha voltato le spalle agli atleti israeliani. Alcuni invocano la “maglietta rossa” di Panatta e Bertolucci contro il Cile di Pinochet, facendo paragoni con il contesto attuale. Non mancano gaffe e confusione storica: c’è chi confonde Pinochet con un dittatore venezuelano.
A destra, invece, si difende la scelta di giocare. Il governo, irritato ma determinato, punta a sgonfiare il caso. La premier Giorgia Meloni, già messa in difficoltà dai contraccolpi del caso Salis, osserva con attenzione il montare delle pressioni. Intanto, si sollevano voci sarcastiche, come quella che immagina Angelo Bonelli al posto di Gennaro Gattuso: “Non si nasconda dietro Gattuso!”, ha detto l’esponente ambientalista, evocando lo spettro dell’allenatore nel pallone.
Nel frattempo, si ricorda che Italia e Israele si sono già affrontate il 14 ottobre dell’anno scorso a Udine in Nations League, con manifestazioni contenute. Ora però il clima politico è cambiato e il match rischia di diventare, ancora una volta, l’ennesimo terreno di scontro tra governo e opposizioni.