Bari & Puglia cronaca

Polignano, tragedia ignorata: ragazzi continuano a tuffarsi dalla scogliera

Poche ore dopo la morte di Francesco Aronica, la scogliera di Polignano a Mare è ancora meta di tuffatori: nessun divieto, nessun controllo, solo incoscienza.

Il gesto folle subito dopo la tragedia

Sono trascorse solo poche ore dalla tragedia che ha stroncato la vita del 23enne Francesco Aronica, morto dopo un tuffo nelle acque di lama Monachile a Polignano a Mare, eppure lo scenario resta inquietante. Come mostrato in diretta a “Morning News” dall’inviato Vincenzo Rubano, alcuni giovani continuano a lanciarsi dallo stesso sperone di roccia dove il ragazzo ha perso la vita. “Questo ragazzo si è appena tuffato dal crostone roccioso dove è avvenuta la tragedia. Purtroppo sono tante le persone che arrivano qui per tuffarsi, questa zona è conosciuta proprio per questo”, ha raccontato Rubano davanti alle telecamere di Canale 5.

La denuncia dei turisti: nessun controllo

Immagini e testimonianze confermano che il dramma non ha fermato l’incoscienza. Un turista, intervistato dalla trasmissione, ha denunciato l’assenza di regole e sorveglianza: “In effetti anche ieri si è ripetuta la stessa scena perché in acqua si forma una specie di platea che incita i ragazzi, così iniziano a tuffarsi senza sosta. Non c’è nessun divieto, nessun controllo, non c’è niente”. Le parole rendono evidente la mancanza di misure di sicurezza in una delle mete più frequentate del barese, dove il richiamo scenografico della scogliera attrae ogni giorno decine di giovani.

Il dramma di Francesco Aronica e l’allarme dei soccorritori

“Morning News” è tornata anche sulla morte di Francesco Aronica, avvenuta domenica 17 agosto. Il racconto di Claudio, l’infermiere che ha tentato i primi soccorsi, resta drammatico: “Difficile ricostruire la dinamica perché noi siamo arrivati quando il ragazzo era già stato disteso dal suo amico. Aveva ancora polso ma non era cosciente e ho capito subito che trattava di un trauma cranico importante. Abbiamo attivato tutte le procedure del caso per riuscire ad arrivare in ospedale il prima possibile”. Lo stesso soccorritore ha lanciato un monito: “Durante l’anno se ne verificano a decine. Quest’anno ce ne sono stati tre, quattro di un’importanza rilevante, tutti trasferiti al pronto soccorso e con conseguenze anche importanti sulla salute dei tuffatori”.