Feltri: “Immigrati nullafacenti creano tensioni, non è razzismo”
Vittorio Feltri sostiene che il vero problema non sia il razzismo, ma l’arrivo di persone senza lavoro né prospettive che generano malumori sociali.
Il paragone con i cinesi
Nelle sue ultime dichiarazioni, Vittorio Feltri ha voluto distinguere tra diverse presenze straniere in Italia. “In Italia c’è una comunità molto importante, molto massiccia di cinesi che non sono esattamente identici a quelli di Campobasso, anche fisicamente, eppure non si è mai registrato un atto di razzismo, di intolleranza nei confronti dei cinesi. Ci sarà un motivo e il motivo è che i cinesi vengono qua, lavorano come matti, producono, non sono un peso per la società italiana, non si fanno mantenere, ma hanno le risorse e soprattutto le energie per mantenersi da soli”.
Il peso sociale degli immigrati
Secondo Feltri, il tema dell’integrazione non riguarda l’origine etnica, ma la capacità di chi arriva di contribuire attivamente. “Questo è il vero motivo. Ma quando l’Italia si riempie di nulla facenti, gente senza arte né parte, che gironzola senza avere un obiettivo neanche di tipo lavorativo, è ovvio che si creano delle tensioni”.
“Non è razzismo, ma fastidio sociale”
Il giornalista respinge quindi l’idea che i contrasti siano sempre riconducibili al razzismo: “E quindi poi si spaccia per il razzismo una semplice rottura di scatole molto diffusa”. Un intervento destinato a far discutere, che inserisce ancora una volta Vittorio Feltri al centro del dibattito sull’immigrazione in Italia.