Centrodestra in Puglia, la mossa che non ti aspetti, candidare Nicola Porro contro Antonio Decaro
Nel centrodestra pugliese cresce l’attesa: dopo la rottura tra Decaro ed Emiliano, si valutano nomi clamorosi, candidature civiche e persino ipotesi di sacrifici eccellenti.
Il peso della rottura Decaro-Emiliano e la strategia del centrodestra
In Puglia la politica è entrata in una fase cruciale. Dopo che la sinistra ha vissuto lo strappo tra Antonio Decaro e Michele Emiliano, il centrodestra intravede la possibilità di intercettare moderati in fuga e sta stringendo i ranghi. Tre gli elementi nuovi: la risalita delle quotazioni di Edmondo Cirielli in Campania, che potrebbe portare Forza Italia a rivendicare la Puglia; la volontà di Antonio Tajani di spingere su candidature civiche anche a Bari; e la necessità di trovare un nome davvero competitivo per sfidare Decaro, forte dei suoi 500mila voti personali.
Le ipotesi civiche e i nomi in campo
Il primo a restare in corsa è Mauro D’Attis, pronto a puntare sulla bandiera della legalità e sul suo ruolo in commissione antimafia. Ma tra i dirigenti locali cresce il dubbio che questa linea non basti. Per questo si valutano profili civici: il vicepresidente Tajani ha fatto trapelare i nomi dell’editore di Antenna Sud, Domenico Distante, e del presidente nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli. Quest’ultimo, però, ha smentito categoricamente: “Desidero precisare che nessuno mi ha mai chiesto una disponibilità a candidarmi. Ritengo prioritario il mio impegno a favore della sanità italiana e a tutela della professione medica”.
Il centrodestra, dunque, si trova a immaginare opzioni alternative e suggestioni che lambiscono persino il mondo dei media nazionali, come quella di convincere il giornalista Nicola Porro, protagonista di recenti polemiche con Vito Leccese sulla cittadinanza a Francesca Albanese. Una pista affascinante ma difficile: il conduttore non avrebbe alcun interesse economico a lasciare la sua professione televisiva.
Le manovre interne e l’ombra di un ordine dall’alto
Dietro le quinte resta lo scenario più delicato: una chiamata diretta da Giorgia Meloni che potrebbe imporre al partito un candidato di peso per tentare l’assalto alla presidenza. A quel punto i dirigenti locali non avrebbero scelta e, come ammettono, si tratterebbe di “obbedire”. Il nome più accreditato in questo caso sarebbe quello di Marcello Gemmato, ma non manca l’ambizione di Francesco Ventola, europarlamentare di FdI ed ex capogruppo in Regione, molto vicino a Raffaele Fitto. Una contrapposizione interna che potrebbe spaccare i meloniani tra l’ala storica e quella di derivazione centrista, aggiungendo ulteriore tensione a un quadro già incandescente.
Il centrodestra sa che contro mister 500mila voti servirà una candidatura capace di scuotere l’elettorato. E il conto alla rovescia è appena iniziato.