Vannacci attacca: “Immigrati mantenuti dal Welfare, remigrazione subito”
Il generale Roberto Vannacci torna a scagliarsi contro l’assistenza agli stranieri in Europa: cita i dati tedeschi e annuncia richieste ufficiali anche per l’Italia.
I numeri citati da Vannacci
Il generale Roberto Vannacci ha puntato il dito contro l’impatto dell’immigrazione sui sistemi di welfare europei, prendendo come esempio i dati forniti dal governo federale tedesco su richiesta dell’AfD. Secondo quelle statistiche, i nomi più comuni tra i beneficiari dell’assistenza sociale in Germania sarebbero Mohamed (al primo posto) e Ahmad (al terzo). Vannacci ha sottolineato come il 48% dei percettori di sussidi sia straniero, un dato più che raddoppiato rispetto al 19,6% registrato quindici anni fa. «Milioni di immigrati, in prevalenza musulmani, mantenuti dai contribuenti tedeschi!» ha commentato, sostenendo che la situazione non sia molto diversa negli altri Paesi europei.
Il paragone con Francia e Italia
Nelle dichiarazioni, il generale ha richiamato anche il caso francese, parlando di 20 miliardi di euro spesi ogni anno in prestazioni sociali non contributive destinate a stranieri «che non hanno versato un solo centesimo» ma ricevono assistenza in sanità, scuola, alloggi popolari e sussidi di vario tipo. «E l’Italia? Chiederò i dati al Ministero: vi farò sapere», ha annunciato Vannacci, chiamando in causa esponenti politici come Laura Boldrini, Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Stefano Bonaccini e Giuseppe Conte, accusati di difendere un modello che grava sulle tasche degli italiani.
Le accuse e l’appello finale
Il generale non ha risparmiato toni duri, sostenendo che i cittadini italiani «pagano tasse elevate assistendo al collasso dei servizi pubblici», mentre protestare significherebbe «essere accusati di razzismo o islamofobia». Secondo Vannacci, molti stranieri approfitterebbero della generosità del welfare europeo «ripagando con disprezzo, odio, criminalità, furti e rapine». L’Italia, ha aggiunto, sarebbe diventata «il Paese del Bengodi» per chi arriva dall’estero. La sua conclusione è stata netta e senza mediazioni: «Basta! Remigrazione subito!».