Venezuela, il Presidente Maduro anticipa il Natale al 1° ottobre, “il popolo ha diritto alla felicità”
Dal 1° ottobre in Venezuela sarà già Natale: Nicolás Maduro ha firmato il decreto che trasforma due mesi in festa, tra propaganda politica e tensioni internazionali.
Un decreto che accende l’albero a ottobre
In Venezuela, le luci di Natale si accenderanno con due mesi di anticipo. A stabilirlo è stato il presidente de facto Nicolás Maduro, che nel suo programma televisivo Con Maduro + ha annunciato: «Il Natale comincerà il 1° ottobre, anche quest’anno per difendere il diritto alla felicità della popolazione». Non è la prima volta che il leader socialista sposta le festività a suo piacimento, trasformando ottobre in dicembre per quello che definisce un gesto “di gioia, cultura e tradizione”. L’annuncio, tra musica, spettacolo e politica, è arrivato in diretta sulla tv di Stato Vtv, dove Maduro ha rivendicato il successo delle scorse edizioni: «Applicheremo la formula degli altri anni, che ha funzionato molto bene per l’economia e per la felicità del popolo».
La strategia di Maduro dietro le feste anticipate
L’anticipo natalizio è ormai una consuetudine nel Paese guidato dall’erede di Hugo Chávez, che dal 2013 ricorre a decreti simbolici per rafforzare la propria immagine. Nel 2024, per esempio, dopo le contestate presidenziali del 28 luglio, Maduro aveva proclamato l’inizio immediato del Natale come “omaggio” e “ringraziamento” ai cittadini. Quest’anno la decisione giunge in un contesto ancora più delicato: Caracas vive forti tensioni interne e accuse di brogli, mentre il governo cerca di mantenere alta l’attenzione su temi leggeri e popolari, come le feste, nel tentativo di distogliere lo sguardo dalle difficoltà politiche ed economiche.
Tra luci natalizie e tensioni internazionali
Il decreto giunge mentre cresce la tensione tra Caracas e Washington. Sullo sfondo, infatti, si registra un dispiegamento militare americano nel Mar dei Caraibi che acuisce il gelo diplomatico tra i due Paesi. Maduro, in questo scenario, sceglie ancora una volta di affidarsi a un calendario parallelo, fatto di luminarie, addobbi e canti natalizi, per rafforzare la sua narrativa politica. L’anticipo delle festività diventa così un atto strategico, capace di catturare l’attenzione dei cittadini e, al tempo stesso, di oscurare le ombre che gravano sul futuro del Venezuela.