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L’ira di Vittorio Feltri: “Grazie alla Sinistra, L’Occidente si sta inginocchiando all’Islam”

Vittorio Feltri attacca la sinistra e l’Occidente, accusandoli di cedere all’islamismo radicale. “Non serve un attentato, basta una votazione per distruggerci”.

Il caso Mahmood e l’Occidente senza orgoglio

Per Vittorio Feltri, la nomina di Shabana Mahmood a ministro dell’Interno nel Regno Unito, con giuramento sul Corano e la frase «l’Islam è ciò che la guida in tutto», non è un dettaglio folkloristico, ma il segnale di una crisi profonda dell’Occidente. Secondo il giornalista, le democrazie europee si piegano con zelo “masochistico” a qualsiasi identitarismo purché non sia quello occidentale, rinnegando secoli di storia e valori.
«Abbiamo buttato nel cesso secoli di conquiste culturali, filosofiche e giuridiche», scrive Feltri, denunciando un’Europa che ha perso l’orgoglio della propria civiltà, mentre altri difendono la loro con aggressività.

La sinistra come cavallo di Troia

Feltri accusa direttamente la sinistra postmoderna e decostruzionista, che a suo dire gioca con l’Islam “come un bambino col fuoco”. Nelle sue parole, l’area progressista giustifica pratiche integraliste come il burqa, la lapidazione e persino la jihad, etichettandole come “differenze culturali”.
«La sinistra è diventata il cavallo di Troia dell’islamismo radicale», scrive Feltri, ricordando come bandiere palestinesi sventolino nei cortei LGBT e antifascisti, mentre nei Paesi da cui provengono quegli stessi simboli gli omosessuali vengono impiccati e le donne lapidate o infibulate.
Feltri cita Michel Houellebecq: ciò che un tempo sembrava fantapolitica, oggi è realtà. L’Islam politico avanza, non per la sua forza intrinseca, ma per la debolezza di un’Europa che rinuncia ai propri principi pur di non essere accusata di razzismo.

Radicalismi opposti e rischio suicidio dell’Occidente

Per Feltri, la crescita dell’estrema destra è la conseguenza diretta dell’abbandono dell’identità occidentale da parte della sinistra. «Chi semina fanatismo raccoglie radicalismo», osserva, sostenendo che la gente non vuole corsi di decolonizzazione o liturgie woke, ma chiede sicurezza, lavoro, regole e identità.
«Non è nostalgia del Ventennio, è istinto di sopravvivenza», scrive Feltri, avvertendo che l’Occidente rischia il suicidio non per mano del terrorismo, ma per mano propria: «Alla nostra civiltà, per perire, non servirà neppure un attentato. Basterà una votazione».