Il giornalista Paolo Mieli accusa Matteo Ricci di aver trasformato la campagna elettorale marchigiana in un referendum su Gaza, regalando così la vittoria al centrodestra.
L’effetto Gaza sulle regionali
Durante la Maratona Mentana su La7, il giornalista e saggista Paolo Mieli ha individuato nella “questione Gaza” una delle ragioni principali della sconfitta del centrosinistra nelle Marche. A suo giudizio, Matteo Ricci ha commesso un grave errore politico abbracciando “anima e corpo” la causa palestinese nella fase finale della campagna elettorale. «Afferrare in piena trance agonistica pre-elettorale l’impegno di riconoscere lo Stato di Palestina come primo atto da governatore è stato un vero autogol», ha commentato Mieli.
Ricci e la bandiera palestinese
Il candidato dem ha scelto di chiudere l’ultimo comizio con la bandiera della Palestina sul palco, collegando simbolicamente le sorti delle Marche a quelle di Gaza. Non solo: Ricci ha rimproverato il rivale Francesco Acquaroli di non aver dedicato spazio al tema. Un’accusa che, secondo Mieli, ha solo aggravato la distanza con gli elettori. «Per battersi sul riconoscimento della Palestina avrebbe dovuto restare a Bruxelles», ha sottolineato il giornalista, ricordando che le Regioni non hanno alcuna competenza in materia di politica estera.
Il treno per Gaza e la vittoria del centrodestra
Ricci ha cercato di trasformare la sua corsa in una battaglia identitaria, arrivando a definire il suo viaggio in treno da San Benedetto a Pesaro “il treno per Gaza, il treno della vittoria”. Un’uscita che, col senno di poi, appare malaugurante. Dall’altra parte, il riconfermato governatore Acquaroli ha invece concentrato la campagna su sanità, infrastrutture e temi concreti per i cittadini marchigiani. Alla fine, le urne hanno premiato la sua linea pragmatica e punito l’azzardo politico del candidato dem.
