ll terreno cede e inghiotte l’escavatore: morto il 38enne Francesco Broda
Tragedia alla Rita Calcestruzzi di Corridonia: il mezzo sprofonda nel fango, vani i tentativi di salvarlo dopo dieci ore di scavi.
Il dramma nel cantiere di Corridonia
Un cedimento improvviso del terreno ha trasformato un pomeriggio di lavoro in tragedia. È morto Francesco Broda, 48 anni, originario di Monte San Giusto, in provincia di Macerata, rimasto intrappolato con il suo escavatore nell’impianto della Rita Calcestruzzi di Corridonia. L’incidente si è verificato nel primo pomeriggio di lunedì, intorno alle 15, quando una massa di fango e acqua ha improvvisamente ceduto sotto il peso del mezzo, inghiottendolo completamente.
Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. I Vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente per quasi dieci ore, scavando senza sosta nella speranza di riuscire a raggiungere l’uomo. Le operazioni si sono concluse intorno alla mezzanotte e mezza, quando il corpo del 48enne è stato finalmente estratto. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione è stato inutile: Francesco Broda era già senza vita.
Le ricerche tra fango e pericoli
Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente difficili dalle condizioni del terreno. L’escavatore era stato completamente sommerso da una massa di materiale fangoso denso e vischioso, che faceva sprofondare i soccorritori e si attaccava alle attrezzature, rallentando ogni manovra. Il terreno, instabile e impregnato d’acqua, ha costretto i pompieri a procedere con estrema cautela, centimetro dopo centimetro, per evitare ulteriori crolli.
Sul posto, oltre ai Vigili del fuoco, erano presenti i carabinieri, il personale sanitario del 118, i tecnici del lavoro e i volontari della Protezione civile. Ogni movimento è stato studiato per cercare di mantenere la stabilità dell’area, ma la situazione è apparsa da subito critica. Dopo ore di scavi, la speranza ha lasciato il posto al silenzio e alla disperazione dei presenti.
Un collega salvo per miracolo
Al momento dell’incidente, Broda stava lavorando accanto a un collega che si trovava a bordo di un camion per il trasporto del materiale. Quando il terreno ha ceduto, entrambi sono stati travolti, ma il compagno di lavoro è riuscito miracolosamente a mettersi in salvo uscendo dal finestrino del mezzo. È stato proprio lui, ancora sotto shock, a lanciare l’allarme e far partire la macchina dei soccorsi.
Secondo le prime ricostruzioni, Francesco Broda lavorava per conto di una ditta esterna impegnata nei lavori all’interno dell’impianto di Corridonia. L’inchiesta aperta dalla Procura di Macerata dovrà ora stabilire le cause esatte del cedimento e verificare se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza.
Dolore e cordoglio nel Maceratese
La notizia della morte di Francesco Broda ha scosso profondamente la comunità di Monte San Giusto, dove l’uomo era conosciuto e stimato. In molti lo descrivono come un lavoratore esperto e sempre disponibile. Nelle ore successive al ritrovamento, numerosi messaggi di cordoglio sono comparsi sui social e in paese, dove familiari e amici si sono stretti attorno alla sua famiglia.
Una tragedia che riporta ancora una volta al centro dell’attenzione la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei cantieri dove il rischio di incidenti resta altissimo. La Rita Calcestruzzi e l’area circostante sono state poste sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici.