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Ilaria Salis, le parole che indignano l’Italia: “La politica è corresponsabile nella tragedia di Castel d’Azzano”

Le parole di Ilaria Salis sulla tragedia di Castel d’Azzano scatenano rabbia: l’eurodeputata parla di “questione sistemica” dietro l’uccisione dei tre carabinieri.

Reazioni furiose dopo la strage di Castel d’Azzano
Un messaggio pubblicato da Ilaria Salis sui social ha scatenato una bufera politica e mediatica. L’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra ha commentato la tragedia di Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove tre carabinieri sono morti e venticinque sono rimasti feriti dopo l’esplosione provocata da tre fratelli che occupavano un’abitazione. Le vittime stavano partecipando allo sgombero della casa quando gli occupanti, secondo le prime ricostruzioni, hanno saturato di gas l’edificio e poi provocato la deflagrazione che ha devastato l’intera area.
Il gesto, definito “un atto di follia omicida” dagli inquirenti, ha scosso l’Italia intera. Ma a far discutere ancora di più sono state le parole della deputata, che ha attribuito una parte della responsabilità alla politica e al sistema economico.

La frase che divide l’opinione pubblica
Nel suo intervento social, Ilaria Salis ha scritto: “All’origine di questi gesti disperati e terribili c’è una questione sistemica: la negazione di un diritto fondamentale che genera sofferenza e disagio nelle fasce più povere della popolazione. E se la politica non si deciderà a dare risposte, sarà da considerare corresponsabile – insieme a quel capitalismo che ha trasformato il diritto alla casa in un bene speculativo – di ciò che di orribile accade. Avere un tetto sulla testa non può essere considerato un privilegio”.
Le sue parole, che intendono collegare la tragedia alla mancanza di politiche abitative, sono state interpretate da molti come una giustificazione morale verso gli autori della strage. Numerosi esponenti politici hanno reagito con indignazione, accusando la Salis di “mancanza di rispetto verso le vittime”.
“È inaccettabile cercare di comprendere l’incomprensibile”, ha commentato un deputato di maggioranza. “Tre servitori dello Stato sono morti, e qualcuno parla di capitalismo: è oltraggioso”.

L’indignazione e il dibattito politico
Il caso ha riacceso il dibattito sul linguaggio della politica e sul modo in cui vengono trattati episodi di violenza. Mentre la magistratura procede nelle indagini per strage contro i tre fratelli Raboni, morti anch’essi nell’esplosione, la discussione pubblica si concentra ora sull’intervento della Salis.
Molti cittadini hanno espresso rabbia per il tono del messaggio, ritenendo che la deputata abbia mostrato insensibilità verso le famiglie dei tre carabinieri caduti. Altri, invece, sostengono che la sua analisi intendesse richiamare l’attenzione sulle cause sociali che possono portare a gesti estremi, senza giustificare la violenza.
Nella serata di martedì, l’eurodeputata non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni, mentre sui social i commenti continuano a moltiplicarsi. Nel frattempo, a Verona e a Roma, le forze dell’ordine hanno organizzato momenti di raccoglimento per ricordare i tre militari, caduti nell’adempimento del dovere.