Italia & Dintorni

Il piano del governo Meloni per Gaza: soldati, aiuti e ospedali da campo

L’Italia si prepara a un ruolo centrale nella ricostruzione di Gaza: possibili truppe sul campo, 100 tonnellate di aiuti e nuovi ospedali modulari.

Italia pronta alla missione di pace a Gaza

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha avviato la pianificazione di un piano d’intervento per la fase successiva al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Secondo quanto discusso nella prima riunione della task force insediata a Palazzo Chigi, se l’Onu dovesse richiedere una forza di pace, l’Italia sarebbe pronta a partecipare con un proprio contingente militare. L’obiettivo, ha spiegato il vicepremier Antonio Tajani, sarebbe «mettere in sicurezza l’area, segnando la fine della fase emergenziale e l’inizio della ricostruzione». L’Italia, ha aggiunto il ministro degli Esteri, «ha sempre mantenuto vivo il dialogo con Israele e con l’Autorità nazionale palestinese», sottolineando che il ruolo del Paese «è riconosciuto anche dagli Stati Uniti». Tajani ha ribadito che «i fatti abbreviano i tempi per il riconoscimento dello Stato di Palestina, ma finché c’è Hamas è difficile poterlo fare».

Carabinieri e missioni umanitarie in prima linea

Oltre al possibile impiego di militari, il piano prevede un rafforzamento della missione Eubam Rafah, a cui l’Italia partecipa già con otto carabinieri. In caso di riapertura stabile del valico, il contingente potrebbe essere ampliato con l’arrivo di nuovi uomini, fino a circa 200 carabinieri destinati all’addestramento delle future forze di sicurezza palestinesi. Prevista anche la presenza di personale del genio militare per la bonifica di mine e ordigni.
Parallelamente, l’Italia sta coordinando un massiccio piano umanitario. La Farnesina ha già inviato 2.400 tonnellate di beni di prima necessità e sta preparando un nuovo carico di 100 tonnellate di aiuti alimentari, raccolti con il contributo di enti e aziende italiane. Il ministero per le Disabilità coordinerà un programma di assistenza e riabilitazione per bambini e persone con gravi disabilità, mentre la Protezione civile sta predisponendo ospedali da campo, con il primo in arrivo dalla Regione Piemonte, e moduli prefabbricati per scuole e famiglie.

Ricostruzione e progetti educativi

Il piano italiano per Gaza non si limita all’emergenza sanitaria e logistica. La Farnesina e il nuovo inviato speciale Bruno Archi stanno definendo un piano organico che include istruzione, sanità, agricoltura e sicurezza. Il ministero dell’Università propone inoltre la creazione di un ateneo nella Striscia e l’attivazione di corsi a distanza per garantire continuità didattica.
Sul fronte sanitario, gli ospedali Bambin Gesù, Gemelli, Rizzoli e Meyer hanno dato disponibilità a collaborare con le strutture italiane già operative in Egitto e Giordania, dove vengono accolti i civili palestinesi in fuga dai bombardamenti. Finora, oltre 1.200 palestinesi sono già arrivati in Italia, tra cui 200 bambini presi in cura dal sistema sanitario nazionale.
Tutte le iniziative, ha chiarito la task force, saranno avviate solo quando saranno garantite condizioni di sicurezza adeguate. Il “paper” annunciato da Meloni al vertice di Sharm el-Sheikh dovrebbe essere presentato ufficialmente alla Conferenza per la ricostruzione che si terrà in Egitto a novembre.