Autista del bus ucciso, Roberto Vannacci: “Galera, pene severissime e lavoro coatto per gli assassini”
Il generale e vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, invoca pene durissime e nessuno sconto per chi uccide. “Terrorizziamo i delinquenti, non proteggiamoli”.
Roberto Vannacci, “Io mi esprimo, a differenza vostra”
Il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, torna a far discutere con un intervento durissimo sui social, indirizzato a quelli che definisce “benpensanti progressisti”. Dopo le polemiche seguite al caso dell’autista dell’autobus ucciso, Vannacci ha scelto parole inequivocabili: “Cari benpensanti, al contrario di quanto non facciate abitualmente voi e i vostri compagnucci, io non ho problemi a esprimermi e a essere coerente”.
Poi la stoccata: “Galera, pene severissime e risarcimento dei danni causati alla famiglia e al prossimo (anche tramite lavoro coatto) per gli assassini e i delinquenti che hanno causato la morte dell’autista dell’autobus”.
Un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: il generale invoca una giustizia esemplare e senza attenuanti, segnata dalla certezza della pena e dalla responsabilità personale.
“Niente alibi sociali o ideologici, serve rigore”
Nelle sue dichiarazioni, Vannacci ha attaccato chi tende a giustificare la violenza richiamando questioni sociali o ideologiche: “Non invoco né il disagio sociale, né la debolezza e il disorientamento giovanile, né l’iniqua distribuzione della ricchezza, né la Palestina, né la povertà, né il despotico governo di destra, né il diritto alla casa, né, tantomeno, la resistenza, come invece siete soliti fare voi”.
Parole che suonano come un’accusa diretta alla sinistra e a una parte dell’opinione pubblica che, secondo Vannacci, tende a cercare attenuanti per i criminali anziché condannarli con fermezza.
“Per dipanare ogni dubbio – ha aggiunto – ricordo una frase pronunciata qualche decade fa: ‘Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo’. Terrorizziamo i delinquenti”.
“Lo Stato deve farsi rispettare”
Le parole di Vannacci arrivano in un momento di forte tensione sociale, con il dibattito sulla sicurezza tornato al centro dell’agenda politica. La sua posizione, netta e priva di compromessi, ricalca il suo stile comunicativo: diretto, polemico e distante dal linguaggio diplomatico tipico della politica.
Il generale rivendica l’idea di uno Stato severo, che sappia farsi rispettare: “Non possiamo continuare a giustificare la violenza con la povertà o l’emarginazione. Chi sbaglia deve pagare, fino in fondo”.
Un messaggio che trova consenso tra gli elettori del centrodestra ma che, come prevedibile, scatena le critiche di chi lo accusa di alimentare una visione punitiva e di scarsa apertura sociale. Tuttavia, per Vannacci, la priorità resta una sola: “Terrorizzare i delinquenti, non proteggerli”.