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L’intervento più duro di Meloni al G20: “Dogmi ambientali pericolosi”

La premier, Giorgia Meloni, critica scelte europee e pressioni internazionali che avrebbero danneggiato settori produttivi senza reali benefici climatici, invocando pragmatismo nelle politiche ambientali globali.

L’appello della Meloni al buon senso nella lotta al cambiamento climatico

Al G20 di Johannesburg, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto ai leader mondiali di superare approcci ideologici nella gestione delle sfide climatiche e alimentari. Ha ricordato che nessun Paese può affrontare da solo emergenze globali come la vulnerabilità dei sistemi alimentari, la transizione energetica o gli effetti dei disastri naturali.

Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di un metodo pragmatico per evitare danni economici gravi. «Nessuno può affrontare da solo sfide globali come il cambiamento climatico e la vulnerabilità dei sistemi alimentari.

Come membri del G20 abbiamo la responsabilità condivisa di trovare una strada, ma sappiamo anche che quella strada deve basarsi sul buon senso.

A mio avviso, dobbiamo abbandonare una volta per tutte un dogmatismo ideologico che sta provocando più danni che benefici». Le sue parole hanno evidenziato la distanza tra la linea italiana e quella di chi sostiene politiche ambientali più rigide nei tempi e nelle modalità.

Le critiche alle scelte europee e ai modelli imposti all’Africa

La premier ha insistito sui rischi di decisioni ambientali prese senza considerare le conseguenze sui sistemi produttivi. Ha puntato il dito contro alcune scelte europee definite penalizzanti per l’economia. «In Europa, ad esempio, sono state fatte scelte in passato che hanno messo in ginocchio interi settori produttivi, e senza che questo producesse un beneficio reale sulle emissioni globali».

Meloni ha poi esteso l’analisi all’Africa, dove politiche imposte dall’esterno rischierebbero di rafforzare dipendenze storiche, bloccando lo sviluppo di industrie emergenti.

Secondo la presidente, la rigidità di alcuni modelli ambientali impedirebbe ai Paesi più fragili di avviare percorsi di crescita sostenibile. Ha definito tali approcci una strategia perdente, evidenziando la necessità di politiche differenziate che tengano conto delle specificità di ciascun territorio.

La richiesta di un equilibrio globale sulle emissioni

Nella parte conclusiva del suo intervento, Meloni ha rilanciato la necessità di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico.

«È una strategia perdente, e quindi serve trovare un punto di equilibrio pragmatico tra la necessità di limitare le emissioni e il rischio tanto di compromettere i sistemi produttivi più avanzati, quanto di impedire a quelli più deboli di affermarsi». La premier ha invitato i leader del G20 a costruire un modello di cooperazione che non imponga ricette uguali per tutti, ma consideri le diverse condizioni economiche e produttive.