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Lega, terremoto veneto: il risultato di Zaia apre la sfida interna con Vannacci, “Non si governa con le chiacchere”

Nel Veneto, Luca Zaia ottiene un risultato travolgente, supera Fratelli d’Italia e riapre il dibattito interno sulla direzione futura della Lega, tra leadership e modelli organizzativi.

Il successo elettorale e il sorpasso su Fratelli d’Italia

Nel giorno dello spoglio regionale, la sede della Liga è diventata il punto di ritrovo per i sostenitori di Luca Zaia, accorsi per celebrare un risultato che ha ribaltato le previsioni e riportato la Lega al primo posto nel Veneto, superando il primato conquistato da Fratelli d’Italia alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024. La presenza del presidente uscente come capolista in tutte le province ha contribuito a rafforzare il radicamento del Carroccio in un territorio dove, negli ultimi anni, il trend sembrava aver favorito il partito guidato dalla premier.
Il clima nella sede del movimento era segnato da entusiasmo e sorpresa, confermati dal numero impressionante di messaggi ricevuti dal governatore nelle prime ore del pomeriggio, oltre quattrocento. «Mi si apre il cuore per questo risultato perché dopo 15 anni a mezzo hai la dimostrazione che i cittadini ti vogliono ancora bene…», ha dichiarato Zaia dal secondo piano del K3, con il simbolo del Leone di San Marco alle spalle. Il risultato arriva dopo alcune delusioni politiche, come il mancato via libera al quarto mandato e l’assenza della lista “Zaia”, ma la risposta delle urne ha superato anche le aspettative dello stesso governatore, che ammette: «Così bene no, non me lo aspettavo».

Prospettive politiche e tensioni interne alla Lega

Il nuovo scenario apre interrogativi sul futuro del presidente veneto, che ora siederà in Consiglio regionale e, libero dalla gestione quotidiana dell’amministrazione, potrà impegnarsi maggiormente nell’attività politica. Secondo alcuni esponenti del suo entourage, questa nuova fase potrebbe mettere pressione sia su Fratelli d’Italia, costretta a ricalibrare le proprie ambizioni nel territorio, sia su quella parte della Lega meno incline a valorizzare figure che non seguano rigidamente la linea del segretario.
Le ipotesi sul futuro non mancano: sindaco di Venezia, ruolo parlamentare, incarichi nazionali o persino un posto nel governo in caso di rimpasto. Zaia si limita a frenare ogni scenario, sottolineando di voler procedere con cautela e di aver già contattato il suo successore e il segretario federale, il quale, accorso a Padova, ha commentato: «Ci davano per morti, lo fanno da anni, invece siamo in discreta salute…».

Il confronto con Vannacci e l’idea della “doppia Lega”

Altro dato significativo riguarda le preferenze personali: a spoglio ancora in corso, Zaia ha superato le 150 mila, un numero che rafforza ulteriormente il suo peso politico. Il risultato è stato inevitabilmente confrontato con quello del vicesegretario Roberto Vannacci, che in passato aveva rivendicato grande seguito in Veneto, fermandosi però a 70 mila preferenze. Il presidente risponde con una battuta: «Il generale? Io ho fatto l’obiettore di coscienza», ricordando implicitamente la distanza politica e culturale tra i due.
In questo contesto riemerge l’idea della “doppia Lega”, un modello simile a quello tedesco Cdu-Csu, capace di rappresentare anime diverse all’interno di una stessa area politica. Zaia conferma di aver già proposto una riflessione in sede ufficiale, sostenendo la necessità di discutere modelli che valorizzino i territori del Nord. «Prima o poi ci toccherà discuterne», afferma, indicando una volontà di riaprire un confronto interno che, negli ultimi anni, si era progressivamente indebolito.