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Pace fiscale e condoni, Landini diretto contro la Meloni, “Schiaffo a chi paga le tasse”

Il segretario Maurizio Landini critica la premier Giorgia Meloni accusandola di incoerenza su accise, contante, condoni fiscali e politiche economiche annunciate dal governo.

Le accuse di Landini sulle misure fiscali del governo

Ospite a Dimartedì su La7, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha rivolto un attacco diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di aver tradito le posizioni espresse quando si trovava all’opposizione.

Per il sindacalista, le scelte contenute nella manovra economica mostrerebbero una distanza evidente tra ciò che la premier dichiarava in passato e le decisioni adottate dal suo governo.

L’elenco richiamato da Landini riguarda le accise su gasolio e sigarette, la tassazione sugli affitti brevi, le imposte sulle banche, sui dividendi delle holding, la tassa di soggiorno sugli alloggi turistici e la stretta sui pacchi extra-Ue.

Il segretario sottolinea come proprio sulle accise la premier avesse assunto posizioni molto nette nel 2019, criticando pubblicamente qualsiasi ipotesi di aumento del prezzo dei carburanti.

«Se penso alle accise su gasolio e sigarette, ricordo ancora i video di quella che oggi è presidente del Consiglio che spiegava che lei non l’avrebbe mai fatto», afferma.

Un altro punto evidenziato è il contante: Landini contesta l’innalzamento dei limiti di utilizzo, ricordando che nelle sue parole «il nero esiste perché ci sono i contanti» e che una vera lotta all’evasione richiederebbe strumenti di tracciabilità integrale.

Condoni, pace fiscale e rilievi delle istituzioni

Nel corso dell’intervista, Landini richiama anche l’impegno assunto dalla premier nel marzo 2023 quando, nei suoi “Appunti di Giorgia”, aveva escluso categoricamente l’esistenza di condoni. Il segretario elenca invece le misure di “pace fiscale” approvate nel corso della legislatura, insieme alle proposte di modifica in materia edilizia avanzate da Fratelli d’Italia.

Secondo Landini, tali interventi avrebbero contribuito a generare un clima di ingiustizia, premiando chi non ha rispettato le regole.

A sostegno della sua posizione, cita i rilievi arrivati nelle audizioni di Banca d’Italia e Corte dei Conti, entrambe critiche verso misure ritenute inefficaci per il recupero del gettito e potenzialmente dannose per l’equità fiscale.

Il sindacalista evidenzia come tali politiche rischino di trasmettere un messaggio sbagliato ai contribuenti: l’idea che l’inadempienza fiscale non comporti conseguenze.

«Siamo alla frutta», afferma, aggiungendo che secondo lui l’esecutivo non avrebbe una visione complessiva sul futuro e agirebbe con interventi definiti «a cavolo» dal punto di vista delle priorità.

Il richiamo alle dichiarazioni passate della premier e lo sciopero del 12 dicembre

Nel suo intervento, Landini rievoca inoltre un episodio del 2011, quando Giorgia Meloni, allora ministra della Gioventù, si dichiarò favorevole a tassare patrimoni e rendite nel quadro di una manovra di austerità. Per il segretario, questo passaggio rappresenta un ulteriore esempio di distanza tra le posizioni dell’epoca e quelle attuali.
La conclusione del sindacalista è improntata a una forte critica nei confronti dell’esecutivo, accusato di favorire chi gode di condizioni economiche migliori a scapito di lavoratori e pensionati.

«Bisogna che lo sappiano i cittadini italiani, i lavoratori, i pensionati, perché questo governo sta in realtà peggiorando la condizione», afferma. In questa prospettiva inserisce lo sciopero generale proclamato per venerdì 12 dicembre, considerato un passaggio necessario per esprimere il dissenso verso la linea economica del governo.