Salis provoca il Parlamento europeo “Chi fa entrare migranti come chi aiutava gli ebrei”
Nel Parlamento europeo, Ilaria Salis difende la distinzione tra passeur e trafficanti, scatena l’ira di Fratelli d’Italia e riaccende lo scontro sul tema migrazioni.
L’intervento di Salis e il paragone storico che accende il dibattito
Nel corso di un intervento a Strasburgo, l’eurodeputata Ilaria Salis di Alleanza Verdi e Sinistra ha affrontato il tema dei cosiddetti passeur, differenziandoli da chi sfrutta la tratta di esseri umani. Le sue parole hanno immediatamente acceso il dibattito politico, soprattutto a causa di un paragone con figure storiche del periodo nazifascista.
Secondo Salis, la definizione di “trafficante” riguarderebbe chi usa violenza, inganni o minacce per ridurre le persone in schiavitù.
Il passeur, invece, sarebbe chi organizza l’attraversamento di confini chiusi per persone che partono volontariamente e pagano per un servizio.
«Il trafficante è chi costringe le persone con la forza, l’inganno o la minaccia», ha affermato. Di fronte all’aula, l’europarlamentare ha spiegato che tale distinzione sarebbe spesso ignorata nel linguaggio politico e mediatico.
La parte più contestata dell’intervento è arrivata quando Salis ha accostato alcuni passeur a coloro che, durante il nazifascismo, aiutarono gli ebrei a fuggire dalle persecuzioni.
«Credo e spero che nessuno abbia il coraggio di definirli criminali», ha dichiarato, sostenendo che in alcuni casi il servizio offerto oggi dai passeur risponderebbe a una domanda legata a guerre, persecuzioni e miserie.
La reazione di Fratelli d’Italia e le accuse di minimizzazione
Le parole di Salis hanno suscitato un’immediata reazione da parte di Fratelli d’Italia, che ha definito l’intervento “delirante”. Il capodelegazione del gruppo Ecr, Carlo Fidanza, ha accusato l’eurodeputata di voler “nobilitare” il ruolo degli scafisti, sostenendo che nessuna distinzione semantica possa attenuare la gravità di tali attività.
La senatrice Cinzia Pellegrino ha ribadito che chi sfrutta la disperazione delle persone per profitto non potrà mai essere paragonato a chi, nel periodo nazifascista, rischiò la vita per salvare perseguitati.
«La verità è semplice: la tratta di esseri umani è un crimine», ha sottolineato, aggiungendo che difendere i passeur non aiuterebbe né i migranti né il dibattito pubblico.
Un tema politico destinato a tornare al centro dello scontro
L’episodio conferma quanto il tema delle migrazioni continui a rappresentare una linea di frattura tra le forze politiche italiane ed europee.
Le parole di Salis hanno riacceso un confronto acceso, in un momento in cui le istituzioni europee discutono nuove norme su accoglienza, sicurezza e gestione dei confini.
Le reazioni mostrano una distanza crescente tra chi invoca una distinzione più precisa tra figure diverse della migrazione irregolare e chi considera ogni forma di facilitazione dei passaggi illegali un rischio per vite umane e sicurezza.
