Baby-gang, De Gregorio spiazza tutti: “Il problema non sono gli immigrati”
Le parole di Concita De Gregorio a È sempre Cartabianca rilanciano lo scontro sulle baby-gang, mentre cresce l’attenzione su violenze giovanili e microcriminalità nelle periferie.
Il fenomeno delle baby-gang e le interpretazioni politiche
Nel dibattito pubblico torna centrale il tema delle baby-gang e dei gruppi giovanili che agiscono nelle periferie urbane. Le cronache riportano episodi legati ai cosiddetti “maranza”, spesso costituiti da italiani di seconda generazione, figli di famiglie provenienti da Paesi nordafricani o arabi. Le segnalazioni parlano di reati minori, aggressioni e attività di spaccio che, secondo alcuni osservatori, si inseriscono in un quadro segnato da integrazione incompleta e dinamiche sociali complesse. L’argomento ha riacceso discussioni che coinvolgono la percezione di sicurezza nelle città e il ruolo delle politiche migratorie nel contesto italiano.
La posizione di De Gregorio sulla violenza giovanile
Ospite di Bianca Berlinguer a È sempre Cartabianca, la giornalista Concita De Gregorio ha offerto una lettura distante dalle interpretazioni che collegano direttamente criminalità e immigrazione irregolare. “Non vedo questo problema legato agli immigrati irregolari, mi sembra una forma di propaganda questa”, ha affermato, sostenendo che la questione principale risiederebbe nell’età dei responsabili. Ha proseguito osservando: “Vedo piuttosto un’emergenza legata alla giovane età”.
Secondo De Gregorio, il fenomeno non sarebbe legato a un’unica causa, ma a un aumento di comportamenti violenti tra adolescenti. “Vedo un aumento importante di comportamenti violenti da parte dei ragazzi molto giovani”, ha aggiunto, spiegando che la microcriminalità può variare nel tempo e che le forze dell’ordine tendono a contenerla finché possibile. Ha concluso sostenendo che “quello che è aumentato è la microcriminalità legata ai ragazzini”, attribuendo dunque al fattore generazionale un ruolo centrale nell’analisi del fenomeno.
Reazioni e discussioni sulla sicurezza urbana
Le parole di Concita De Gregorio hanno contribuito ad alimentare il confronto sul significato e sull’origine del fenomeno delle baby-gang. La sua lettura, focalizzata sull’età più che sul contesto migratorio, si inserisce in un dibattito già acceso che contrappone interpretazioni sociali diverse. La discussione resta aperta e continua a coinvolgere esponenti politici, esperti e operatori impegnati nell’analisi delle dinamiche giovanili nelle città italiane.