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Manovre segrete, Contro Schlein si muove il Pd: “Non può essere lei l’anti-Meloni”

Nel Partito democratico cresce il fronte moderato contro Elly Schlein: a Bologna, a casa di Romano Prodi, prende forma una manovra per cercare un’alternativa alla segretaria.

La cena di Bologna e il malumore dei moderati Pd

Altro che brindisi e auguri di Natale. Dietro le quinte del centrosinistra, il nome di Elly Schlein continua a essere vissuto come un problema politico, soprattutto da quell’area moderata del campo largo che non si rassegna all’idea che la candidata naturale a Palazzo Chigi contro Giorgia Meloni debba essere proprio l’attuale segretaria dem.
Secondo un retroscena, il luogo simbolico di questa inquietudine è Bologna, dove prima di Natale si sarebbe tenuta una cena riservata, ospitata da Romano Prodi, diventata molto più di un semplice incontro conviviale.

Attorno al tavolo, infatti, si sarebbero ritrovati esponenti di quell’area centrista che guarda con crescente fastidio alla linea politica di Schlein, ritenuta troppo sbilanciata a sinistra e poco compatibile con un progetto di governo competitivo. Un malessere che da tempo serpeggia e che ora inizia a tradursi in manovre più concrete.

I nomi al tavolo e il progetto di un’alternativa alla Schlein

Alla cena bolognese avrebbero partecipato, tra gli altri, il vicecapogruppo Pd alla Camera Paolo Ciani, espressione dell’area Demos vicina a Sant’Egidio, il sindaco di Milano Beppe Sala, e l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini. Assenze e presenze non casuali, che delineano una galassia politica ben precisa, impegnata a immaginare un centrosinistra meno legato all’asse con Landini, Fratoianni e Bonelli, e più appetibile per un elettorato moderato.

Secondo il retroscena, l’obiettivo sarebbe duplice: da un lato spingere il Pd lontano dall’impostazione attuale, dall’altro addirittura lavorare a una possibile formazione alternativa ai dem guidati da Schlein. Un progetto ambizioso, che avrebbe bisogno di tempo, coperture politiche e soprattutto di un volto credibile da contrapporre a Meloni.

Renzi, Salis e l’ombra della costituente centrista

Non tutti gli invitati, però, avrebbero risposto presente. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi si sarebbe defilato, mentre chi non avrebbe voluto mancare per nessuna ragione è il senatore Graziano Delrio, ex ministro ed ex renziano, da tempo considerato una delle anime più irrequiete del Partito democratico.

Il piano, secondo le ricostruzioni, sarebbe quello di fissare una vera e propria road map per il nuovo anno, con l’obiettivo di costruire uno spazio politico per tutti coloro che non si riconoscono né nel Pd di Elly Schlein, giudicato troppo a sinistra, né nel M5s di Giuseppe Conte, considerato troppo imprevedibile. Un progetto che guarda a una sorta di “costituente” centrista, capace di rimettere in discussione la leadership dell’opposizione.

I problemi, però, non mancano. Il primo è Matteo Renzi, presenza ingombrante e divisiva, capace di costruire e smontare alleanze con grande rapidità. Il secondo è Silvia Salis, indicata da molti come possibile candidata ideale, ma che proprio per il suo profilo rischierebbe di non essere digerita da una parte dei protagonisti di questa manovra.

Gli “erranti” del centrosinistra, secondo quanto trapela, avrebbero già deciso di rivedersi a gennaio e di lanciare qualcosa di pubblico in primavera. Un segnale che, nel Pd, la partita su Elly Schlein è tutt’altro che chiusa.