Salvini annuncia la targa obbligatoria per i monopattini: “120 morti in meno grazie al nuovo Codice”
Matteo Salvini annuncia l’obbligo di targa per i monopattini entro primavera, rivendica il calo delle vittime sulle strade e torna allo scontro sui limiti a 30 chilometri orari.
Salvini annuncia la stretta sui monopattini: targa obbligatoria entro primavera
Nuovo giro di vite sulla sicurezza stradale. Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha annunciato l’introduzione dell’obbligo di targa per i monopattini elettrici, soprattutto nelle grandi città. L’annuncio è arrivato durante un’intervista a UnoMattina, in onda su Rai.
“Entro primavera istituiremo l’obbligo di targhe per i monopattini”, ha spiegato il ministro, rivendicando i risultati ottenuti con il nuovo Codice della strada.
“Sono orgoglioso del nuovo Codice della strada che ho cambiato. E avere oltre 120 morti in meno in un solo anno significa avere 120 ragazzi e ragazze in più che tornano a casa, che tornano a scuola e all’università”, ha dichiarato.
Secondo Salvini, la strada resta la prima causa di morte per i più giovani, “in moto, in motorino, in monopattino, in macchina”, ed è su questo fronte che il governo rivendica di aver invertito la tendenza.
Come funzionerà il targhino e le sanzioni previste
Il provvedimento sul “targhino” era stato già definito nei mesi scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ogni monopattino elettrico dovrà essere dotato di un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile.
Il contrassegno sarà prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione civile. Avrà forma rettangolare, dimensioni di 5×6 centimetri, con sei caratteri alfanumerici neri su fondo bianco riflettente, disposti su due righe. In trasparenza saranno presenti l’emblema della Repubblica e la sigla del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il targhino dovrà essere applicato sul parafango posteriore o, in assenza, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo, a un’altezza compresa tra 20 e 120 centimetri da terra.
Chi circolerà senza rischierà una multa da 100 a 400 euro. Il contrassegno non sarà legato al veicolo, ma alla persona che lo richiederà, poiché i monopattini non sono iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli e non dispongono di numero di telaio.
Città a 30 all’ora, Salvini riapre lo scontro con i sindaci
Nel corso dell’intervista, Salvini è tornato anche sul tema dei limiti a 30 chilometri orari introdotti da alcuni sindaci.
“Questo limite va bene su piccole parti di città, a Roma, a Milano, a Bologna”, ha spiegato. Diversa la valutazione quando, secondo il ministro, il provvedimento viene applicato in modo generalizzato.
“Non vanno bene quando per ideologia fai la guerra alle macchine, ai furgoni, addirittura ai motorini”, ha affermato, tornando indirettamente sul braccio di ferro con il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, conclusosi con la bocciatura del provvedimento comunale da parte del Tar.
Secondo il ministro, limiti e autovelox sono giustificati “dove c’è un asilo, un ospedale, una casa di riposo”, ma diventano irrealistici su strade a due o tre corsie. “Se uno deve andare a lavorare o portare il figlio a scuola non può andare a 30 all’ora”, ha concluso.