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Autista bus in soccorso di una passeggera insegue uno scippatore, lo picchia e lo ferma: licenziato per abbandono del mezzo

A Londra un autista bus insegue uno scippatore per aiutare una passeggera, recupera la collana ma viene licenziato dall’azienda per abbandono del mezzo acceso.

Autista bus licenziato dopo l’inseguimento dello scippatore

La vicenda riguarda Mark Hehir, autista di autobus in servizio a Londra, protagonista di un episodio avvenuto nel giugno 2024 che ha avuto conseguenze pesanti sul piano lavorativo. L’uomo è stato licenziato dall’azienda di trasporto dopo aver inseguito uno scippatore che aveva appena strappato una collana a una passeggera del bus da lui condotto.
Secondo quanto ricostruito, l’autista stava guidando il bus della linea 206, che collega Wembley e Maida Vale, nella zona nord-ovest della città. Durante una fermata, Hehir ha visto un uomo strappare una collana a una passeggera e darsi alla fuga. L’autista ha quindi fermato il mezzo, è sceso e ha inseguito il ladro, riuscendo a recuperare la refurtiva. L’episodio si è concluso con un confronto fisico tra i due, durante il quale l’autista ha colpito l’uomo con un pugno, facendolo cadere a terra.

I fatti, l’intervento della polizia e la decisione dell’azienda

Dopo l’aggressione, sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno inizialmente fermato sia lo scippatore sia l’autista. Al termine degli accertamenti, la polizia ha però deciso di non contestare alcun reato a Mark Hehir, ritenendo la sua condotta riconducibile alla legittima difesa. Nel rapporto ufficiale è stato scritto: “Ha fatto ricorso alla forza, ma proporzionata e necessaria alle circostanze, per difendere sé stesso e la passeggera”.
Nonostante ciò, l’azienda di trasporto ha avviato un procedimento disciplinare, ritenendo il comportamento dell’autista non conforme ai doveri professionali. Secondo la società, Hehir avrebbe “gettato discredito sulla compagnia aggredendo fisicamente un passeggero” e avrebbe inoltre “messo a rischio la sicurezza lasciando l’autobus incustodito con il motore acceso”. L’autista ha dichiarato: “Ho agito istintivamente correndo dietro all’uomo ma ho lasciato le portiere aperte e il freno a mano tirato”.

Il licenziamento confermato dal tribunale

Dopo una prima sospensione, seguita da ricorsi e controdeduzioni, per Mark Hehir è arrivato il licenziamento definitivo, confermato anche dal tribunale competente. I giudici hanno ritenuto legittima la decisione dell’azienda, evidenziando che l’autista non avrebbe dovuto allontanarsi dal mezzo e che l’uso della forza non era giustificato, poiché il ladro, tornato verso il bus, non rappresentava una minaccia immediata.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni passeggeri avevano definito Hehir un “eroe” per aver difeso una viaggiatrice, mentre l’azienda ha ribadito che la priorità di un autista bus resta la sicurezza dei passeggeri e del mezzo, anche in situazioni di emergenza. Il caso resta emblematico del confine sottile tra intervento personale e rispetto rigoroso delle procedure aziendali.