Silvestri (M5S) duro sul caso Roggero: “Legittima difesa? Per me è stata un’esecuzione”

Il deputato M5S accusa il governo sul caso Roggero e difende il richiamo di Mattarella al ministro Nordio sulla procedura di grazia.

Lo scontro politico sul caso di Mario Roggero arriva direttamente ai rapporti tra il governo e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri ha accusato l’esecutivo di portare avanti un disegno politico diretto a indebolire il ruolo del capo dello Stato, dopo l’iniziativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla possibile grazia al gioielliere condannato per l’uccisione di due rapinatori.

Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per avere ucciso due uomini e ferito un terzo dopo la rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nel suo negozio. La decisione di avviare una pratica relativa alla grazia ha provocato un richiamo istituzionale da parte del Quirinale, aprendo un nuovo fronte di tensione politica.

Intervenuto durante la trasmissione L’Aria che tira, Silvestri ha collegato la vicenda a una più ampia strategia che, a suo giudizio, riguarderebbe anche il progetto di riforma del premierato.

Silvestri contro Nordio sul caso Roggero

“Questa roba parte da lontano: l’opera di delegittimazione nei confronti del presidente della Repubblica è uno degli obiettivi che passa per il premierato, passa per quando c’è stata una polemica su quello che dicevano i collaboratori del presidente della Repubblica, tutte cose che non si sono mai viste”, ha dichiarato Francesco Silvestri.

L’esponente del Movimento 5 Stelle ritiene che il ministro della Giustizia fosse pienamente consapevole dei limiti della propria iniziativa. La concessione della grazia è infatti una prerogativa del presidente della Repubblica, mentre il ministero della Giustizia svolge un’attività istruttoria all’interno del procedimento.

Secondo Silvestri, l’iniziativa di Nordio non sarebbe quindi un semplice passaggio tecnico o amministrativo, ma avrebbe una precisa finalità politica.

“Nordio sapeva perfettamente di non poter fare questa cosa. Perché la sta facendo? Perché rientra in un piano politico di delegittimazione che dall’inizio, dal primo giorno, il governo sta facendo”, ha proseguito il deputato pentastellato.

Le parole di Silvestri alzano ulteriormente il livello dello scontro. L’accusa non riguarda soltanto la gestione della pratica relativa a Roggero, ma coinvolge il rapporto complessivo tra l’esecutivo e il Quirinale. Il parlamentare sostiene che diversi episodi avvenuti dall’inizio della legislatura indicherebbero una volontà di mettere in discussione il ruolo e l’autorevolezza del capo dello Stato.

La condanna definitiva di Mario Roggero

La vicenda giudiziaria nasce dalla rapina compiuta il 28 aprile 2021 nella gioielleria di Mario Roggero. Dopo l’assalto, il commerciante uscì dal negozio armato e inseguì i rapinatori. Durante quei momenti esplose diversi colpi, provocando la morte di due uomini e il ferimento di un terzo.

Il processo ha escluso che l’intera condotta potesse essere ricondotta alla legittima difesa. La condanna a 14 anni e 9 mesi è diventata definitiva, trasformando il caso in un tema politico molto discusso soprattutto all’interno del centrodestra.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta anche sulle richieste di risarcimento legate alla vicenda, sostenendo che chi commette un reato non possa pretendere un risarcimento per i danni riportati mentre sta delinquendo.

Il dibattito politico, tuttavia, riguarda due piani distinti. Da una parte c’è la valutazione sulle pretese risarcitorie dei rapinatori o dei loro familiari. Dall’altra resta la responsabilità penale del gioielliere, già accertata attraverso i diversi gradi di giudizio.

La possibile concessione della grazia non cancellerebbe la sentenza, ma potrebbe incidere sulla pena. Proprio per questo ogni passaggio della procedura assume un peso istituzionale particolarmente rilevante.

“Per me è stata un’esecuzione”

Silvestri ha espresso una posizione molto netta anche sul comportamento di Roggero. Il deputato ha invitato a distinguere i veri casi di legittima difesa dalla condotta accertata nel processo a carico del gioielliere.

“Ho un’opinione diversa dalla massa: premesso che ho massimo rispetto per i casi di legittima difesa, quello di cui stiamo discutendo oggi per me è un’esecuzione, non è un caso di legittima difesa. E quindi io vorrei separare nella mente di chi ci guarda i casi veri di legittima difesa, che sono stati affrontati e risolti, da questo”, ha affermato.

Il parlamentare ha riconosciuto la gravità del trauma subito da una persona vittima di una rapina, ma ha sostenuto che quanto avvenuto successivamente abbia superato i limiti della difesa.

“Pur subendo un trauma, perché nessuno vuole essere rapinato mentre lavora, uscire per strada, inseguire, ferire a terra una persona che non poteva più scappare, puntargli una pistola alla testa e ucciderlo per me è un’esecuzione. E questa cosa non va difesa”.

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