Ilaria Salis sul caso Roggero: «Va rieducato», esplode la polemica

Le dichiarazioni di Ilaria Salis e Chiara Appendino sul caso Roggero riaccendono lo scontro tra opposizioni, governo e sostenitori della grazia.

Il caso di Mario Roggero continua a dividere la politica. Dopo la condanna definitiva del gioielliere, finito in carcere per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo al termine dell’assalto alla sua attività, nuove dichiarazioni hanno riacceso lo scontro sulla legittima difesa, sulla proporzionalità della pena e sulla possibile concessione della grazia.

A intervenire sono state soprattutto Ilaria Salis e Chiara Appendino, entrambe molto critiche nei confronti della lettura proposta dal centrodestra. Le loro posizioni hanno provocato reazioni dure tra chi considera Roggero prima di tutto la vittima di una rapina armata e ritiene la condanna eccessivamente severa.

Nel confronto si è inserito anche Edoardo Ziello, deputato di Futuro Nazionale, che ha criticato la maggioranza per il mancato sostegno a un emendamento sulla proporzionalità tra offesa e difesa.

Ilaria Salis attacca sul caso Mario Roggero

La posizione più discussa è quella di Ilaria Salis. L’eurodeputata ha affrontato il caso Roggero mettendo l’accento sulle differenze sociali e sul diverso modo in cui l’opinione pubblica reagirebbe davanti alle condanne.

Secondo Salis, il gioielliere sarebbe un «italiano bianco di classe media», mentre non si registrerebbe lo stesso coinvolgimento pubblico quando a finire in carcere sono «stranieri e poveri».

La lettura proposta dall’eurodeputata sposta quindi l’attenzione dal solo episodio giudiziario a un tema più ampio: la percezione sociale delle pene e il modo in cui alcuni casi diventano simbolici rispetto ad altri.

Le sue parole, tuttavia, hanno suscitato forti contestazioni. Chi difende Roggero sottolinea che il commerciante era stato vittima di una rapina armata e che la sua reazione maturò all’interno di una situazione di paura e violenza.

Per una parte consistente del centrodestra e dell’opinione pubblica, il punto centrale non sarebbe quindi l’appartenenza sociale o l’origine del gioielliere, ma la proporzionalità della pena inflitta a una persona che aveva appena subito un’aggressione.

Roggero, che ha 72 anni, dovrà scontare una condanna di quasi quindici anni. Proprio la sua età e la durata della pena hanno alimentato le richieste di grazia e le iniziative politiche a suo sostegno.

Appendino accusa Salvini, Crosetto e Cirio

Sul caso è intervenuta anche Chiara Appendino, esponente del Movimento 5 Stelle, con un attacco diretto alla destra e ai suoi rappresentanti.

«La risposta della destra alla sentenza su Mario Roggero mi indigna. Invece di affrontare le ragioni profonde di quella solitudine – assumere più agenti, ridurre i turni massacranti delle forze dell’ordine, presidiare davvero i territori Salvini, Crosetto e Cirio si avventano come sciacalli mobilitandosi in massa per la grazia».

Secondo Appendino, il centrodestra concentrerebbe il dibattito esclusivamente sulla grazia senza affrontare le cause che aumentano la percezione di insicurezza tra cittadini e commercianti.

La sua posizione chiama in causa direttamente Matteo Salvini, Guido Crosetto e il presidente del Piemonte Alberto Cirio, accusati di utilizzare politicamente la vicenda invece di rafforzare la presenza dello Stato e delle forze dell’ordine nei territori.

Anche queste parole hanno provocato reazioni. I sostenitori della grazia ritengono infatti che chiedere un intervento sulla pena non significhi ignorare il problema della sicurezza, ma riconoscere la situazione eccezionale vissuta dal gioielliere durante e dopo la rapina.

Il confronto si muove quindi su due livelli distinti. Da una parte c’è il giudizio sulla condotta di Roggero e sulla sentenza definitiva. Dall’altra resta il tema della sicurezza dei commercianti e della capacità dello Stato di prevenire rapine e aggressioni.

Ziello critica il centrodestra sulla legittima difesa

La vicenda ha prodotto tensioni anche nell’area politica vicina alla maggioranza. Edoardo Ziello, deputato di Futuro Nazionale, ha criticato il centrodestra per il mancato sostegno a un suo emendamento dedicato alla proporzionalità tra offesa e difesa.

La proposta mirava a intervenire su uno degli aspetti centrali del caso Roggero: i limiti entro i quali la reazione della vittima di un’aggressione può essere considerata proporzionata rispetto al pericolo subito.

Ziello ha contestato l’atteggiamento della maggioranza, sostenendo che alle dichiarazioni pubbliche di solidarietà nei confronti del gioielliere non sarebbe seguito un intervento legislativo concreto.

La critica apre un fronte interno al centrodestra e ai partiti che sostengono la battaglia sulla legittima difesa. Il caso Roggero viene infatti utilizzato non soltanto per chiedere la grazia, ma anche per rilanciare una revisione delle norme esistenti.

La legge deve essere applicata finché resta in vigore, ma una sentenza può spingere il Parlamento a interrogarsi sull’efficacia e sull’equilibrio delle regole. È su questo punto che si concentra una parte dello scontro: capire se l’attuale disciplina riesca a distinguere adeguatamente tra vendetta, eccesso e reazione maturata durante un’aggressione violenta.

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