In Onda, Bocchino esplode sulla legittima difesa: “In altri Paesi Roggero non sarebbe in carcere”

Scontro durissimo a In Onda sul caso Mario Roggero: Italo Bocchino accusa la conduzione di interromperlo e minaccia di abbandonare lo studio.

Il caso di Mario Roggero provoca un acceso scontro televisivo tra Italo Bocchino e Marianna Aprile. Durante la puntata di In Onda, su La7, il confronto sulla legittima difesa e sulla condanna del gioielliere si trasforma in una lunga serie di interruzioni, accuse reciproche e minacce di abbandonare la trasmissione.

Il direttore editoriale del Secolo d’Italia contesta il modo in cui la normativa sarebbe stata interpretata nel procedimento contro Roggero. La conduttrice gli fa però notare che la legge sulla legittima difesa è stata approvata proprio dal centrodestra, oggi tra i principali sostenitori della richiesta di grazia.

La discussione si accende quando Bocchino tenta di distinguere tra il testo della norma e la sua concreta applicazione da parte della magistratura. Aprile interpreta il ragionamento come una critica ai giudici e lo incalza. Da quel momento il confronto diventa sempre più teso.

Caso Roggero, scontro tra Bocchino e Marianna Aprile

“Se si lamenta degli effetti della legge quello che ha fatto la legge, c’è un problema”, osserva Marianna Aprile, chiamando in causa la responsabilità politica del centrodestra.

Bocchino replica immediatamente: “La legge sulla legittima difesa è una cosa, l’interpretazione della legge sulla legittima difesa è un’altra”.

“Ah, quindi è colpa dei giudici”, risponde polemicamente la giornalista.

L’ex parlamentare respinge però questa lettura: “No, io non ho detto che è colpa dei giudici”.

Aprile insiste ricordando che Bocchino aveva parlato di sensibilità personale e di una possibile legge sbagliata. Il continuo sovrapporsi delle voci impedisce all’ospite di completare il ragionamento e trasforma il confronto politico in uno scontro diretto con la conduzione.

“Ma posso parlare? Io posso pure andar via, eh? Mi avete chiamato voi. Vi sto facendo pure una cortesia”, afferma Bocchino alzando il tono.

La conduttrice lo invita a evitare scene, mentre il direttore editoriale ribadisce di essere pronto a lasciare lo studio: “No, perché sennò io me ne vado, eh. Io sto a posto, c’ho una cena”.

“Mi avete invitato voi, se non parlo me ne vado”

Il botta e risposta prosegue senza che la tensione diminuisca. Aprile sostiene di avergli già concesso la parola diverse volte, mentre Bocchino accusa la conduttrice di averlo interrotto ripetutamente.

“Posso parlare?”, domanda l’ospite.

“È la terza volta che le dico sì”, replica Aprile.

“È la quinta volta che mi interrompe”, controbatte Bocchino.

La giornalista gli contesta allora di voler assumere il ruolo della vittima soltanto perché viene interrotto durante un normale confronto televisivo. Il direttore del Secolo d’Italia respinge anche questa accusa e rivendica il diritto di esprimere integralmente la propria posizione.

“Io non voglio fare la vittima, sono stato chiamato qui per parlare. Io sono un opinionista, se non mi fate esprimere la mia opinione è inutile che mi invitiate”, afferma.

Bocchino sottolinea inoltre di non aver mai chiesto di essere ospitato in una trasmissione televisiva: “Mi avete invitato voi, io non ho mai cercato nessuno, non ho mai chiesto in vita mia di essere invitato a una trasmissione. E mai accadrà”.

La conclusione è ancora più netta: “Mi avete invitato e mi fate parlare, se non mi fate parlare io me ne vado a cena”.

Bocchino difende Roggero ma condanna l’uccisione dei rapinatori

Prima dello scontro con la conduttrice, Bocchino aveva provato a spiegare la posizione del centrodestra sul caso Roggero. La discussione era partita da una domanda sul ruolo di Futuro Nazionale e sulla possibilità che il partito di Roberto Vannacci stesse sottraendo alla maggioranza il tema della sicurezza.

“Lo slogan ‘la difesa è sempre legittima’ la destra l’ha utilizzato molto prima che Vannacci immaginasse la propria discesa in politica, questo toglie il campo da questo dubbio”, aveva premesso.

Bocchino aveva poi descritto la vicenda come il risultato di una situazione di paura e di esasperazione maturata dopo diverse rapine: “Ci troviamo di fronte a una situazione tragica: un uomo esasperato da molte rapine, la moglie minacciata, la paura per la famiglia e si arriva a questa tragedia”.

L’opinionista aveva comunque precisato che i responsabili di una rapina devono essere arrestati e processati, non uccisi: “I delinquenti devono stare in carcere e non essere uccisi”.

Secondo Bocchino, tuttavia, il centrodestra pone una questione politica sulla pena inflitta a Roggero e sulla tutela riconosciuta a chi difende la propria famiglia e la propria attività. “Nella maggior parte dei Paesi uno come Roggero non andrebbe in carcere, perché il diritto alla difesa della propria famiglia e della propria attività economica…”, stava spiegando prima di essere nuovamente interrotto.

Aprile interviene per precisare alcuni aspetti della ricostruzione, ricordando la decisione della trasmissione di non mostrare il video dei fatti. Bocchino protesta ancora: “Sì, ma sempre per correttezza uno può dirlo dopo, no?”.

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