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Parlamento fissato tetto stipendi per dipendenti Camera e Senato

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Prende vita la nuova riforma del sistema retributivo del personale dei due rami di parlamento Camera e Senato.

Il governo ha previsto che nel prossimo triennio dal 2015-2018 con la nuova riforma ci sarà un risparmio di 97 milioni di euro.

La riforma fissa dei tetti di stipendi alle diverse categorie di lavoratori della Camera e del Senato.

Si parte dai consiglieri che avranno un tetto massimo dello stipendio di 240 mila euro annui, per arrivare ai 166 mila euro ai ragionieri, tecnici e documentaristi, i segretari non potranno superare il limite massimo di 115 mila euro, i collaboratori tecnici arriveranno a percepire annualmente massimo 106 mila euro, 99 mila euro invece per assistenti e collaboratori tecnici.

Per coloro che sono stati assunti da poco, sono giovani e non raggiungono il tetto massimo dello stipendio dei loro colleghi potranno ambire a ricevere un premio di produttività del 10% del compenso che sarà deciso se concederlo o meno dai diretti superiori in base all’impegno profuso nell’ambito lavorativo.

Per la presentazione della riforma del sistema retributivo del personale di Camera e Senato è stata indetta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il vicepresidente della Camera l’Onorevole Marina Sereni e il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.


Onorevole Marina Sereni ha così illustrato la nuova riforma: “Questa misura viene assunta per la prima volta insieme da Camera e Senato. C’e’ stato un lavoro congiunto, una discussione vera e seria. Con la prospettiva – ha sottolineato Sereni – di arrivare ad una amministrazione unica del Parlamento, che è il modo migliore per accompagnare la riforma costituzionale”.

Il Senatore Valeria Fedeli ha chiarito che la riforma è stata anche approvata da tutte le organizzazioni sindacali.

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, sulla sua pagina ufficiale di Facebook ha postato il seguente commento: “Lo abbiamo fatto per rafforzare l’istituzione, anche mettendo le retribuzioni di Camera e Senato in sintonia con il resto del Paese alla luce della grave crisi economica e sociale che stiamo attraversando”.

Il tetto degli stipendi sarà raggiunto diminuendo nel prossimo triennio gradualmente gli emolumenti dei lavoratori di Camera e Senato per entrare a regime dal 1 gennaio 2019.

Si risparmieranno al Senato in totale 61 milioni di euro mentre alla Camera 36 mila euro.

Il taglio più cospicuo riguarderà i consiglieri dei parlamentari che passeranno da un limite massimo di stipendio di 358 mila euro a 240 mila euro con una perdita di più di cento mila euro in tre anni.