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Canone Rai 2015, pagheranno tutti i possessori di dispositivi mobili

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Sembra sempre più probabile che il canone Rai si pagherà dal prossimo anno con un criterio totalmente differente dal passato.

Un emendamento presentato dal governo, ed in particolare dal viceministro dell’economia, prevede che l’imposta sarà pagata tramite bolletta dell’energia elettrica.

Ma questa non sarebbe l’unica novità.

Il canone si aggirerà tra i 60 e gli 80 euro e le famiglie che avranno un ISEE di un importo pari od inferiore ai 7.500 euro annui avranno forti diminuzioni sull’importo da pagare.

Il canone Rai sarà pagato da tutti i possessori di dispositivi mobili quali smartphone, tablet e pc portatili che avranno la possibilità di accedere ad internet.

Una rivoluzione che farà parecchio discutere e che permetterà nuove entrate per lo stato, si stima di oltre 300 milioni di euro.


Attualmente il canore Rai è l’imposta più evasa in Italia per un importo di 450 milioni di euro.

Con la nuova modalità di pagamento obbligatoria per tutti, il pagamento dovrà avvenire tramite la bolletta di energia elettrica.

Non si sa però se sarà predisposta l’emissione di una bolletta ad hoc o il canone rai sarà inserito nella prima bolletta elettrica del primo bimestre.

Non si sa anche se esisteranno le dilazioni  che si potevano richiedere in precedenza che permettevano di pagare in canone rai in due, tre o quattro rate.

Dovranno pagare il canone rai anche i proprietari delle seconde case che al momento sono sfitte o situate in zone di villeggiature.

Non è chiaro se saranno ancora esenti dal pagamento i pensionati over 65 anni che hanno un reddito inferiore ai 5 mila euro annui.

Le nuove modalità di pagamento dell’imposta nonché la previsione di far pagare il canone Rai anche ai possessori di dispositivi mobili che in precedenza erano esclusi, ha creato non poche polemiche nel mondo politico.

Molti esponenti del Movimento Cinque Stelle stanno gridando allo scandalo, ma anche i deputati di Forza Italia e Lega Nord sono contrari a questa riforma del canone Rai.

Il governo, però, sembra voler a tutti i costi che la riforma del canone rai vada in porto e che entri in vigore già dal 1 gennaio 2015.

L’emendamento che prevede la riforma del canone rai sarà presentato dall’esecutivo la prossima settimana.

Contraria alla nuova riforma del canone è anche l’autorità elettrica che ritiene molto complicato inserire nelle bollette per la luce anche il canone rai .

Le attuali bollette elettriche contengono, oltre l’importo del consumo elettrico, una serie di altri voci che corrispondono a pagamenti per servizi di manutenzione di rete e tanti altri costi fissi.

Inserendo nella bolletta un ulteriore altro costo come il Canone Rai, secondo l’autorità elettrica, si creerebbe confusione nell’utente.

L’ autorità elettrica è contraria al passaggio dell’onere della riscossione dall’agenzia delle entrate alle società di gestione dei servizi elettrici.

In precedenza il pagamento del canone Rai poteva avvenire anche in ritardo aumentato delle sanzioni ed interessi; ora con la nuova modalità di pagamento non è ancora chiaro come si possa pagare il canone in caso di ritardo.

Il presidente dell’autorità elettrica si è così espresso sulla riforma del canone rai che potrebbe approdare in parlamento il prossimo 9 dicembre: “È una modalità impropria di riscossione ed è di difficile applicazione. La bolletta della luce è già composta da una serie di voci che sono al di fuori del prezzo dell’energia. Si rischia di creare ulteriore difficoltà nella comprensione della bolletta”.

Anche Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, si è dichiarato contrario alla riforma del canone rai rilasciando le seguenti dichiarazioni: “c’è un evidente problema di legittimità e c’è una grande complicazione burocratica, oltre a costi pesantissimi per le aziende”.

Il presidente dell‘associazione dei consumatori della Codacons, Carlo Rienzi, ha postato il seguente commento sulla riforma del canone: “La legge afferma che tale imposta è dovuta da chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive, ma imporre al cittadino l’onere di dimostrare di non avere tali strumenti nella propria abitazione, pena l’addebito diretto in bolletta, appare un atto abnorme che finirà per complicare la vita ai cittadini”.