Sondaggi 2025, Meloni vola nei sondaggi, PD e M5S sprofondano nel caos, bene anche FI e Lega
Fratelli d’Italia tocca il 28,2%, mentre il centrosinistra si sgretola: male PD e M5S, in ascesa i partiti di governo
Cresce il consenso per Meloni: premiata la stabilità nel caos internazionale
Il mese di giugno si è chiuso con un netto rafforzamento dell’area di governo. Le tensioni geopolitiche globali, il conflitto tra Israele e Iran e le polemiche legate ai vertici internazionali – dal G7 al summit NATO – hanno contribuito a generare un effetto di coesione attorno all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Nonostante la posizione dell’Italia non sia risultata particolarmente incisiva nei consessi internazionali, il governo ha beneficiato di un chiaro effetto “rally ‘round the flag”. In un contesto globale sempre più instabile, gli italiani sembrano premiare la continuità e l’affidabilità, anche in assenza di scelte politiche forti.
Centrodestra in crescita: vola FdI, bene Lega e Forza Italia
La formazione di Fratelli d’Italia guadagna quasi un punto percentuale, toccando il 28,2%, il livello più alto degli ultimi dodici mesi. Ma non è l’unico partito della maggioranza a registrare segnali positivi. La Lega cresce all’8,8%, in aumento di un punto, mentre Forza Italia guadagna 0,6% e si attesta all’8,4%. Complessivamente, le forze di governo registrano un incremento complessivo del 2,5%.
Il consenso personale per la premier Meloni è in netta crescita: il suo indice di gradimento aumenta di tre punti, tornando ai massimi livelli registrati lo scorso anno. Stessa dinamica per l’intero esecutivo.
Anche tra i leader, i nomi del centrodestra avanzano: Antonio Tajani e Matteo Salvini recuperano uno-due punti, segno di una fiducia diffusa verso i volti più noti della coalizione.
Opposizioni divise e penalizzate: PD e M5S in netto calo
Sul fronte opposto, l’immagine dell’opposizione appare sempre più sfilacciata. Il Partito Democratico, reduce da tensioni interne e dal risultato deludente del referendum, perde quasi un punto e scende al 21,4%. La fase positiva seguita alle amministrative sembra esaurita.
Peggiore la performance del Movimento 5 Stelle, che scivola al 13,3%, con una flessione superiore a un punto. Nonostante la visibilità mediatica di Giuseppe Conte, il partito non riesce a capitalizzare la propria presenza pubblica, anche per effetto delle ambiguità mostrate sul fronte internazionale, come l’opposizione all’aumento delle spese NATO.
I piccoli cali di Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Conte nei sondaggi di gradimento confermano il momento di difficoltà per il “campo largo”, che nel suo complesso perde 2,2 punti percentuali.
Il “fattore bandiera” spinge il governo, le opposizioni senza rotta
Due i fenomeni che emergono con forza. Da un lato, il rafforzamento delle forze di governo è spiegabile con un effetto bandiera in risposta all’insicurezza internazionale. Dall’altro, l’incapacità dell’opposizione di offrire una linea alternativa chiara e condivisa – specialmente su questioni cruciali come il riarmo e il posizionamento internazionale – penalizza fortemente la loro credibilità.
Nel complesso, se la crisi geopolitica continua ad accentuare il bisogno di stabilità, e se le opposizioni non riusciranno a superare le proprie lacerazioni, il centrodestra potrà ancora a lungo beneficiare del clima politico favorevole.

Nel centro destra, pur tra i distinguo e le diverse sensibilità, si trova sempre una linea comune. Mentre all’ opposizione sembra che cavalchino solo manifestazioni non condivise dalla maggioranza degli italiani. Approfittano della magistratura che spesso fa opposizione al governo, come ad esempio la demolizione del decreto sicurezza, sbandierata dalle opposizioni come una loro vittoria, senza accorgersi che gli italiani avvertono il bisogno di sicurezza anzi vorrebbero leggi ancora più severe