Feltri difende Vannacci: “Serve disciplina, non influencer col rossetto”
Il giornalista difende Vannacci e attacca la sinistra: “Ragazzi senza identità, ribelli confusi che disprezzano l’Occidente e appoggiano regimi antigay e islamisti”
Feltri: “Avevo detto le stesse cose prima di Vannacci”
Qualche mese fa lo aveva detto lui, Vittorio Feltri, senza giri di parole. Oggi lo ribadisce con forza dopo che il generale Roberto Vannacci, eurodeputato leghista, è finito nell’occhio del ciclone per alcune dichiarazioni sarcastiche durante un comizio a San Marco in Lamis. Ma secondo Feltri non c’è nulla di scandaloso, anzi. «Avevo compiuto la stessa osservazione: i giovani oggi non vogliono arruolarsi e i nostri eserciti ne soffrono», afferma.
La leva obbligatoria, ricorda Feltri, fu eliminata in nome del progresso. In realtà era un’occasione di crescita, un’educazione alla disciplina, al rispetto, al senso del dovere. «Altro che violenza: quei valori erano fondamentali per diventare uomini e cittadini», scrive il fondatore di Libero, che accusa la società moderna di aver cresciuto “figli della coperta di Linus” incapaci di amare la patria.
“Le parole di Vannacci non sono omofobe, il problema è ideologico”
Feltri respinge con decisione le accuse di omofobia rivolte a Vannacci. «Quelle parole non esaltano il maschio rude e armato in opposizione all’omosessuale con parrucca e lustrini. Il problema non è sessuale, ma culturale», scrive. E affonda: «Il caos regna nelle teste colorate di tanti giovani: sfilano al Pride per la libertà, ma poi sostengono i regimi islamici che la libertà la massacrano a colpi di scimitarra».
Secondo Feltri, la vera incoerenza è tutta di certa sinistra, pronta a scagliarsi contro chiunque difenda i valori dell’Occidente, ma cieca di fronte all’omofobia reale dei regimi islamisti. «In Iran si impiccano gli omosessuali, ma nessuno dice nulla. In Italia basta una battuta per essere messi alla gogna», denuncia.
“Smidollati e confusi, questi giovani odiano l’Italia e amano chi li opprime”
Feltri attacca duramente una generazione che, a suo dire, «non è in grado di difendere nulla, se non la propria pagina Instagram». Giovani che disprezzano la patria, i genitori, le istituzioni, e che sarebbero pronti a bombardare il proprio passato per puro spirito di ribellione. «Non difenderebbero l’Italia nemmeno sotto minaccia. Preferirebbero colpirla», afferma con amarezza.
Il problema, per Feltri, è l’assenza di identità nazionale. «Oggi molti si sentono cittadini del mondo, ma odiano il Paese in cui sono nati. Odiano l’Occidente che ha dato loro libertà, diritti, benessere. E adorano regimi dove tutto questo non esiste».
L’arma più potente di un Paese, insiste, non è l’F-35, ma un sistema di valori condivisi. Valori che oggi sembrano essere stati sostituiti da selfie, like e slogan vuoti. Per questo Feltri difende Vannacci: «Ha detto una verità scomoda, ma sacrosanta. E io sto con lui».
