Sinner accede ai quarti a Wimbledon dopo il ritiro per infortunio di Dimitrov: “Questa non è una vittoria”
Il tennista italiano ha superato gli ottavi grazie al ritiro dell’avversario, uscito dal campo tra le lacrime per un infortunio al terzo set.
Dimitrov costretto al ritiro dopo un infortunio
Avanzamento amaro per Jannik Sinner che si è qualificato ai quarti di finale del torneo di Wimbledon in seguito al ritiro di Grigor Dimitrov, costretto a lasciare il campo durante l’inizio del terzo set per un infortunio fisico. Il tennista italiano, numero 1 del ranking ATP, era sotto di due set quando il bulgaro si è accasciato dopo un servizio, evidenziando un problema che ha richiesto l’immediato intervento del fisioterapista.
Il match, iniziato con un vantaggio netto per Dimitrov (6-3, 7-5), si è interrotto bruscamente sul 2-2 del terzo set. Dopo alcuni minuti, il giocatore ha lasciato il campo visibilmente provato, per poi rientrare solo per annunciare ufficialmente il proprio ritiro. L’episodio ha colpito emotivamente Sinner, che ha seguito con attenzione i momenti concitati, mostrandosi visibilmente scosso per le condizioni del collega.
Le parole di Sinner: “Non la considero una vittoria”
Al termine dell’incontro, Sinner è apparso provato durante l’intervista rilasciata sul campo centrale, rifiutando di festeggiare l’accesso al turno successivo. “Non so cosa dire se non che questa non la considero affatto una vittoria. È solo un momento molto sfortunato”, ha dichiarato.
Il tennista azzurro ha espresso grande solidarietà verso Dimitrov, con cui ha un buon rapporto personale. “È stato così sfortunato negli ultimi due anni, se ci fosse una possibilità che giocasse il turno successivo, se la meriterebbe. Grigor è stato davvero sfortunato, è un buon amico, ha avuto tanti infortuni”, ha aggiunto visibilmente scosso.
Nel momento dei saluti finali, Sinner ha ringraziato il pubblico ma ha ribadito il dispiacere per l’accaduto: “Grazie a tutti, ma questo non è il finale che ci saremmo augurati”. Il passaggio del turno, seppur ufficiale, lascia spazio a riflessioni sulla condizione fisica degli atleti e sulla fragilità che anche i grandi appuntamenti sportivi possono mostrare nei momenti più inattesi.
