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Cane usato per rapinare due minori, l’ira di Vannacci, “Altro che ius scholae, serve rimpatrio immediato”

Due fratelli di 12 e 16 anni accerchiati e spogliati da sei giovani nordafricani a Milano. Vannacci: “Remigrazione subito, altro che ius scholae”

Aggressione in strada con un bull terrier: vittime due adolescenti

Una violenta rapina è avvenuta nella serata di mercoledì 23 luglio in via Ansaldo, quartiere Bicocca di Milano. Due fratelli, di 12 e 16 anni, sono stati accerchiati da sei coetanei che li hanno minacciati con un cane di razza bull terrier. I giovani aggressori hanno costretto le vittime a consegnare cellulare, collanina e abiti, lasciandoli in mutande sul marciapiede.

L’intervento tempestivo della polizia, allertata da alcuni testimoni, ha portato all’arresto immediato dei responsabili. Si tratta di sei ragazzi, tutti di origine egiziana: cinque minorenni e un maggiorenne da appena tre giorni. I primi sono stati portati al carcere minorile Cesare Beccaria, il sesto a San Vittore. L’accusa formulata è di rapina pluriaggravata in concorso.

Vannacci: “La sinistra li chiama risorse. E ora ci minacciano con i cani”

L’episodio ha acceso la reazione del generale Roberto Vannacci, che ha affidato a un duro post le sue considerazioni politiche: “Le risorse della sinistra si organizzano: sempre nordafricani, ma ora anche col cane!”.

Il generale ha proseguito con toni ancora più duri: “Oltre ai coltelli ora usano anche i cani. Ma c’è chi ancora parla di ius scholae, di diritto alla cittadinanza, di integrazione”, per poi concludere: “Remigrazione subito!”.

Le sue parole hanno subito fatto il giro dei social, alimentando il dibattito sulle politiche migratorie e sulla gestione della microcriminalità giovanile nelle città italiane.

Un testimone del gruppo conferma tutto agli agenti

A confermare la dinamica è stato un settimo ragazzo, legato al gruppo degli arrestati ma rimasto estraneo all’aggressione. Il giovane avrebbe tentato di fermare i coetanei e ha raccontato agli agenti l’intera scena, avvalorando la ricostruzione delle vittime e degli investigatori.

Il caso è ora nelle mani della Procura e riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema della sicurezza urbana e della gestione dell’immigrazione minorile nelle metropoli italiane.