Donna colta da infarto in ospedale mentre accompagna la sorella in reparto: salvata da una dottoressa arrivata in anticipo
Una donna ha avuto un arresto cardiaco all’ospedale Sant’Andrea di Roma ed è stata salvata da una dottoressa che era arrivata in reparto con qualche minuto di anticipo.
Il malore improvviso in corsia
Momenti di grande tensione nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Andrea di Roma, dove una donna ha accusato un arresto cardiaco subito dopo aver accompagnato la sorella in reparto. L’episodio si è verificato all’Unità operativa complessa di Ematologia, mentre la donna stava entrando insieme alla familiare per iniziare alcune terapie. Improvvisamente si è accasciata a terra, priva di sensi, davanti a pazienti e operatori sanitari.
Determinante è stato il tempestivo intervento della dottoressa Sabrina Pelliccia, dirigente medico della struttura, che in quel momento era appena arrivata in reparto, con qualche minuto di anticipo rispetto al suo orario di lavoro. La professionista ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, riuscendo a mantenere attiva la circolazione fino all’arrivo di altri colleghi.
Il soccorso e il racconto della dottoressa
Grazie al coordinamento del personale medico, la donna è stata stabilizzata e trasportata in pronto soccorso, dove i cardiologi hanno proceduto con l’applicazione di uno stent coronarico d’urgenza. La rapidità dell’intervento ha permesso di evitare conseguenze gravi, inclusi potenziali danni cerebrali.
La dottoressa Pelliccia ha raccontato l’accaduto in un post pubblicato sui social, sottolineando come spesso il lavoro dei medici emerga sulle cronache solo in contesti negativi: «Di solito si parla dei medici sui giornali quando vengono accusati di aver leso qualcuno. Difficilmente, molto difficilmente, capita il contrario».
Il medico ha voluto ringraziare anche i colleghi che hanno contribuito al salvataggio: «In quell’occasione, che ripercorro con la mente spesso come una carezza che mi dà forza, sono stata assistita da altri validissimi compagni d’avventura, i rianimatori e gli infermieri della nostra équipe, in particolare Andrea Speranza e Massimo Buonfrate».
Infine, ha voluto sottolineare la sua visione del lavoro quotidiano in ospedale: «Io sono un’ematologa. Le sfide con la vita le combattiamo ogni giorno, ma a me piace farlo in silenzio. Preferisco così».
L’episodio ha dimostrato ancora una volta l’importanza della tempestività negli interventi medici di emergenza, in grado di fare la differenza tra la vita e la morte in situazioni improvvise.