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Violenza giovanile, Crepet: “La seconda generazione di immigrati senza futuro è un rischio sociale”

Il celebre psichiatra analizza il fenomeno della criminalità giovanile dopo l’omicidio del 23enne Amine Gara: “Non è un caso isolato, droga e alcol sono ovunque”

Dopo la tragedia di Rovigo, dove il 23enne tunisino Amine Gara è stato ucciso durante una rissa tra giovani stranieri, lo psichiatra Paolo Crepet interviene per analizzare il fenomeno della microcriminalità in Italia.

«Se qualcuno pensa che Rovigo sia un’isola felice, lo lascio pensare. Ma secondo me vive su Marte. Non ci vedo nulla di specifico: è un mondo frustrato», ha dichiarato Crepet in un’intervista al Gazzettino. «Ovviamente non tutti i giovani sono così: ci sono ragazzi e ragazze straordinari, che studiano, lavorano, si impegnano. Ma da tempo, in tante piazze d’Italia, si beve e si consuma droga. E lo si sa».

Droga, alcol e disagio sociale

Secondo lo psichiatra, episodi come quello di Rovigo non devono sorprendere:
«Io ero giovane e già allora, a Verona, circolava l’eroina. Non è una novità. Rovigo non fa eccezione con droga e alcol», ha spiegato.

Crepet lega il fenomeno anche al benessere economico del Nordest e ai suoi cambiamenti sociali:
«Sono sessant’anni che il Nordest fabbrica denaro, ma dove c’è benessere arriva anche altro. Il disagio è palpabile e riguarda anche l’immigrazione. Non tanto la prima generazione, che viene per lavorare, ma la seconda: nasce qui ma non ha più gli stessi obiettivi dei padri. Se non c’è più lavoro e la manodopera non serve, resta lì ed è chiaro che si crea un problema».

Microcriminalità in crescita tra i giovani

Lo psichiatra ricorda come episodi di violenza e microcriminalità giovanile siano diffusi in tutta Italia:
«Non è nato ieri. A Firenze succedeva anni fa. Che poi succeda anche a Rovigo, dove ‘stavamo tutti bene’, non mi sorprende. Il coltello è spesso legato al mercato dell’alcol e della droga. Guardate i dati: in Francia ci sono 200mila persone coinvolte nel traffico di droga, il numero è raddoppiato in pochi anni. Succede ovunque, e anche da noi. Chi spaccia e chi consuma sono sempre più giovani. Chi si meraviglia non sa dove abita».