Federica Pucciarello, la chef con sindrome di Down che realizza il suo sogno, assunta in un hotel di lusso
La 37enne romana con sindrome di Down realizza il suo sogno: assunta come aiuto cuoca in un prestigioso albergo del centro storico.
Dal diploma all’assunzione in un hotel di lusso
Con il grembiule scuro dell’Aleph Rome Hotel Curio by Hilton e il cappello da chef, Federica Pucciarello, classe 1986, prepara dolci con precisione e passione. «Questa è la cucina che ho sempre desiderato. Non bisogna smettere mai di sognare. Io il mio l’ho realizzato», racconta. Dopo il diploma all’alberghiero e otto anni da aiuto chef al ristorante “La Cacciarella”, Federica ha lavorato all’“Etico Food” di Roma, a due passi da piazza del Popolo. A fine luglio è arrivata la notizia che aspettava: l’assunzione come aiuto cuoca in uno degli alberghi più rinomati della Capitale, a pochi metri da piazza Barberini.
Una storia di inclusione e determinazione
La presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli ha raccontato la sua storia sui social, definendola un esempio concreto di inclusione. Federica, nata con la sindrome di Down, ha costruito una carriera tra le cucine romane, arrivando anche a scrivere un libro di ricette, “Il piatto è pronto e buon appetito”. «Siamo molto felici di avere qui all’Aleph la nostra Federica – afferma Carmine Buonanno, executive chef –. Ci sta dando un grande supporto, sia professionale che umano. Si occupa con competenza della colazione e sogniamo di realizzare le ricette del suo libro».
Il riconoscimento di chi l’ha sostenuta
«Inclusione non è una parola ma una pratica quotidiana – sottolinea Valeria Fruscio, general manager dell’Aleph Rome Hotel –. Federica è un esempio per tutti noi e ciò che riceviamo da lei è molto più di ciò che le diamo». La madre, Patrizia Cristofano, ringrazia Svetlana Celli per il sostegno costante, mentre la stessa presidente conclude: «Federica ha realizzato il suo sogno e oggi vive la sua passione nella cucina dell’Aleph Rome. Con determinazione e impegno si possono superare tutti i limiti».
