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Caso Almasri, Salis accusa il governo Meloni: “Operazione politica per infangarmi”

L’eurodeputata Ilaria Salis di Avs respinge ogni paragone tra la sua vicenda giudiziaria in Ungheria e l’indagine italiana che coinvolge Nordio, Piantedosi e Mantovano.

Lo scontro politico sulla tempistica dei voti

La polemica nasce dal sospetto, avanzato dal centrodestra, che il voto alla Camera sull’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano possa essere calendarizzato in concomitanza con quello, al Parlamento europeo, per la revoca dell’immunità a Ilaria Salis. Secondo il calendario, la commissione giuridica dell’Europarlamento discuterà il caso dell’eurodeputata il 23 settembre 2025, con il relatore Adrián Lázara orientato a proporre la revoca. La decisione finale arriverà in plenaria circa due settimane dopo.

Salis: “Paragone privo di senso”

Salis respinge con fermezza ogni parallelismo tra le due vicende: «Mettere a confronto la mia vicenda giudiziaria, avvenuta in un contesto illiberale, con la tutela dell’interesse nazionale da parte di ministri italiani è un confronto privo di senso, volto solo a buttarla in caciara». L’eurodeputata sottolinea la differenza tra i sistemi giudiziari di Ungheria e Italia, rimarcando le differenti garanzie procedurali e il contesto politico-giuridico.

Le accuse di incoerenza e la posizione di Mantovani

FdI, Lega e Forza Italia accusano la sinistra di incoerenza: «In Europa difendete l’immunità per una persona accusata di aggressione, in Italia vi indignate se si applica lo stesso strumento per difendere ministri che hanno agito nell’interesse nazionale». A chiarire il quadro interviene Mario Mantovani, vicepresidente della commissione giuridica dell’Europarlamento, ricordando che l’immunità si applica solo a reati commessi durante il mandato, mentre i fatti contestati a Salis risalirebbero a prima della sua elezione.