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Imane Khelif lascia la boxe: l’oro olimpico travolta dalle polemiche

Imane Khelif, medaglia d’oro a Parigi 2024, ha deciso di fermarsi: abbandona la boxe tra test di genere, accuse e un futuro ancora tutto da scrivere.

Imane Khelif, l’annuncio del manager e il ritiro inatteso

Un fulmine a ciel sereno per il mondo della boxe: Imane Khelif, classe 1999, ha scelto di appendere i guantoni al chiodo. La decisione, che potrebbe non essere definitiva, è stata resa pubblica dal suo ex manager Nasser Yefsah, che a Nice Matin ha chiarito la portata della scelta: “Imane non ha solo lasciato Nizza, ha lasciato il mondo della boxe”.

La pugile algerina, dopo l’oro conquistato alle Olimpiadi di Parigi 2024, aveva puntato con decisione al professionismo.

Ma le polemiche che l’hanno travolta dopo i Giochi hanno cambiato tutto. Secondo Yefsah, oggi Khelif si allena sporadicamente tra Algeria e Qatar, principalmente per tenersi in forma, mentre i suoi impegni sono legati soprattutto a viaggi e contratti di sponsorizzazione.

I test di genere e le esclusioni

Il caso Khelif è esploso già nel 2023, quando alla vigilia dei Mondiali di boxe era stata squalificata dopo test genetici che evidenziavano la presenza di cariotipi XY, tipici del sesso maschile.

Una vicenda che aveva diviso il mondo sportivo.

Nel maggio scorso, la World Boxing aveva imposto a Khelif un test obbligatorio di idoneità di genere per poter competere alla Box Cup di Eindhoven, in totale contrasto con la posizione del CIO, che invece ne aveva confermato l’eleggibilità ai Giochi definendo l’esclusione da parte dell’IBA “improvvisa e arbitraria”.

Un braccio di ferro che ha contribuito a gettare ombre sul futuro sportivo della pugile.

Dal trionfo olimpico al silenzio sul ring

Il culmine delle polemiche era arrivato a Parigi 2024, durante il match contro l’azzurra Angela Carini, che dopo appena 45 secondi decise di ritirarsi dichiarando:

Non sono mai stata colpita così duramente nella mia vita. Mi ha fatto molto male”.

Da quel momento, Khelif è stata travolta da un’ondata di cyberbullismo e commenti ostili, al punto da sporgere denuncia. Nonostante la medaglia d’oro, il sogno del professionismo si è rapidamente complicato: la palestra Nice Azur Boxe non aveva i mezzi per offrirle un contratto, e l’unico incontro disputato a Singapore non è bastato per avviare la carriera tra i professionisti. La decisione di fermarsi arriva così come l’ultimo capitolo, almeno per ora, di una carriera segnata tanto dalle vittorie sul ring quanto da una controversia che continua a far discutere.