“Linguaggio da osteria”: Pd contro Salvini dopo lo scontro con Macron
Il vicepremier contro il presidente francese sull’Ucraina: scoppia la bufera diplomatica. La sinistra chiede a Giorgia Meloni di dissociarsi.
Lo scontro tra Salvini e Macron
Un nuovo incidente diplomatico scuote i rapporti tra Italia e Francia. Il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, commentando l’ipotesi ventilata da Emmanuel Macron di inviare truppe francesi in Ucraina, ha usato parole durissime: il leader della Lega ha invitato il presidente francese a “attaccarsi al tram” e ad andare lui stesso a Kiev a combattere. Dichiarazioni che hanno subito scatenato reazioni in campo politico e che hanno spinto il governo francese a convocare l’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro.
Le reazioni della sinistra: “Meloni si dissoci”
Dall’opposizione si è alzato un coro unanime di critiche. Enrico Borghi, senatore di Italia Viva, ha parlato di “pagina imbarazzante per l’Italia”: “Avevamo consigliato a Giorgia Meloni di chiarire da subito la posizione per non esporre il Paese a una brutta figura internazionale. Non lo ha fatto e ora il nostro ambasciatore a Parigi è stato convocato dal governo francese”.
Durissimo anche Angelo Bonelli di Avs, che ha definito “volgare” il linguaggio di Salvini: “Meloni dovrebbe censurare le parole del suo vicepremier che hanno provocato un incidente diplomatico. Che i militari italiani non debbano andare in Ucraina è fuori discussione, ma con il linguaggio da osteria Salvini dimostra di non essere adeguato al ruolo”.
Pd, Azione e Renew Europe all’attacco
Dal Partito Democratico, l’eurodeputato Sandro Gozi ha criticato il silenzio della premier: “La chiamano moderata ed europeista. In realtà Giorgia Meloni tace, mentre il suo vice insulta un presidente amico e alleato. Il silenzio di Meloni fa più rumore di mille urla”.
Sulla stessa linea anche il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha bollato le parole di Salvini come “toni da Bar dello Sport”, sottolineando la gravità dell’episodio per i rapporti internazionali.
La vicenda, intanto, continua a dividere la politica italiana, mentre da Parigi trapela irritazione per un linguaggio ritenuto “inaccettabile” da parte di un membro del governo di un Paese partner.
