Pensioni, Fava (Inps) sfida Salvini: “Pensioni, basta scorciatoie elettorali, non in anticipo”
Dal Meeting di Rimini il presidente Inps invita a superare le scorciatoie elettorali: “Restino al lavoro i senior in salute, serve un patto tra le età”.
L’intervento di Gabriele Fava
Sul palco del Meeting di Rimini, il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha lanciato un messaggio diretto: “Serve coinvolgere più giovani e donne nel mercato del lavoro, ma anche offrire a chi tra i senior è in buona salute di restare, anziché spingere al pensionamento anticipato”.
Un’affermazione che smentisce la linea storica della Lega, la stessa che nella scorsa legislatura aveva promosso Quota 100 e che oggi rilancia con Claudio Durigon l’idea di “bloccare l’aumento dell’età pensionabile” puntando a quota 64.
Fava ha definito insostenibili le scorciatoie “di appeal elettorale”, ricordando che “i dati Eurostat dimostrano che là dove la partecipazione al lavoro degli over 60 è maggiore, cresce anche l’occupazione giovanile”. Da qui la proposta di costruire “un nuovo patto tra le età”, che va in senso opposto alla logica del ricambio automatico tra anziani e giovani.
Il sostegno di Giorgetti
Ad avallare implicitamente la linea del presidente Inps è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, vero sponsor della sua nomina. Collegandosi al Meeting, Giorgetti ha richiamato l’importanza della sostenibilità di lungo periodo: “Per durare nel tempo le case devono essere sostenibili. Lo stesso vale per i conti pubblici e per la previdenza”.
Il ministro ha avvertito che le scelte in materia di pensioni devono rispondere a criteri di responsabilità e solidarietà intergenerazionale: “O ci saranno problemi seri”. Parole che si inseriscono nel dibattito in vista della prossima legge di bilancio, in cui la Lega spingerà ancora sul tema della flessibilità in uscita.
La stoccata ai fondi pensione
Non solo pensioni pubbliche. Giorgetti ha anche rivolto un monito al mondo della previdenza complementare, sottolineando come molti fondi esteri, compresi i canadesi, stiano investendo in infrastrutture italiane. “Sarebbe importante che anche i nostri fondi pensione guardassero più al sistema Italia che all’estero – ha detto – sostenendo investimenti infrastrutturali di lungo periodo, che danno rendimenti sicuri e non speculativi”.
Una strigliata che si aggiunge al dibattito su un settore chiamato a giocare un ruolo strategico nella tenuta del sistema previdenziale, soprattutto in un Paese con una piramide demografica sempre più rovesciata.
