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Salvini dopo l’“Attaccati al tram” non fa marcia indietro e rincara: “Macron è permaloso”

Il vicepremier Matteo Salvini definisce Emmanuel Macron “permaloso” e ribadisce il no all’invio di truppe in Ucraina. La Francia convoca l’ambasciatrice italiana.

Lo scontro tra Salvini e Macron

La tensione diplomatica tra Italia e Francia si accende ancora. Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato duramente il presidente francese Emmanuel Macron, dopo le polemiche seguite al video in cui aveva invitato il leader dell’Eliseo ad “attaccarsi al tram” sull’ipotesi di inviare truppe europee in Ucraina. “Vacci tu, se vuoi – aveva detto Salvini rivolgendosi a Macron – ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina”.
Le dichiarazioni hanno provocato la convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi e una protesta ufficiale, che ha coinvolto prima il consigliere diplomatico di Giorgia Meloni, Fabrizio Saggio, e poi la Farnesina. Nonostante il caso, il leader della Lega non ha abbassato i toni, replicando: “Macron è un po’ troppo permaloso, la smetta di parlare con toni bellici, solo il mese scorso ha detto che la Francia è pronta a combattere. Parla per te, l’Italia non ha nessuna intenzione di combattere, non siamo in guerra contro la Russia, lavoriamo per la pace”.

La reazione della politica italiana

Il botta e risposta ha alimentato divisioni anche nella maggioranza. La Lega difende il suo leader, mentre da Forza Italia arrivano messaggi opposti. “La politica estera italiana spetta al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri. L’accaduto non cambierà i nostri rapporti di amicizia con la Francia, pur nelle diverse sensibilità. Siamo alleati con Parigi e lo rimarremo ancor più in un momento così critico nel quadro internazionale”, ha dichiarato Deborah Bergamini, responsabile Esteri del partito.
Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto un approccio diverso, raccontando di aver avuto “lunghi colloqui telefonici” con i colleghi francese e tedesco, Jean-Noël Barrot e Johann Wadephul: “Abbiamo affrontato la situazione in Ucraina e in Medio Oriente. Tutti impegnati per costruire la pace”.
Dal fronte della Lega, invece, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha rilanciato: “Se Macron smentisce la volontà di invitare soldati europei a combattere in Ucraina, problema chiuso. Continuare a tirare in ballo eserciti europei, missili e bazooka non aiuta”.

L’attacco delle opposizioni

Dure le critiche dalle opposizioni. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha dichiarato: “Le intemerate di Salvini non mettono in difficoltà solo il governo, con Tajani e Meloni che rivendicano col loro alleato leghista il proprio ruolo in politica estera, ma imbarazzano il Paese. L’Italia ha una grande tradizione diplomatica ma questo governo continua a dimostrarsi non all’altezza”.
Il leader di Azione Carlo Calenda ha ammonito: “Salvini, come al solito, usa toni che sono inutilizzabili se sei vicepremier. Non perché non si possa dissentire da un altro capo di Stato, ma perché non puoi parlare come fossi al ‘Bar dello Sport’”.
Da +Europa, il segretario Riccardo Magi ha parlato di “umiliazione per l’Italia”, mentre Angelo Bonelli di Avs ha definito quello del leghista un “linguaggio volgare”. Enrico Borghi di Italia Viva ha parlato di “pagina imbarazzante” per il Paese.
Nel frattempo, da Fratelli d’Italia prevale la cautela: la premier Giorgia Meloni, impegnata in Valle d’Itria, ha evitato di intervenire, mentre nel suo partito c’è chi giudica la reazione di Parigi “forse volutamente marcata”.